Cercando Nicola. Nicola Felpieri. C’è l’adrenalina noir di un film “poliziottesco” anni ’70 dietro al misterioso personaggio messo dal Mago del Gelato al centro del suo primo album, caso discografico dello scorso anno, che la band milanese ricompone martedì alla Triennale assieme all’ep d’esordio “Maledetta quella notte” e a cose più recenti. Già il nome della serata “Depistaggio in Triennale”, infatti, mira dritto al cuore di “Chi è Nicola Felpieri?” prendendo in prestito il titolo del primo brano del disco, malato di quel jazz funk che rende Alessandro Paolone, Giovanni Doneda, Ferruccio Perrone e Pietro Gregori una specificità del panorama musicale italiano avvicinabile per gusto e memoria ai Calibro 35 e a pochissimi altri progetti. Tutto ideato e suonato nello studio La Sabbia in via Padova, proprio difronte al gelataio cui fa riferimento il nome della band, anche se ora la musica de Il Mago del Gelato ha una sua nuova sede di là dal Naviglio della Martesana, in via Meucci.

Nicola Felpieri l’avete poi trovato?

"Ovviamente no, perché, essendo un personaggio di fantasia, serve solo a legare fra loro le diverse anime del disco. Partendo dalla figura di Felpieri ogni spettatore, prendendo spunto dalle suggestioni che gli mette a disposizione la nostra musica, può costruirsi la sua storia".