VENEZIA - Cosa sta succedendo in laguna? Dai primi giorni dell'anno le forze dell'ordine hanno cominciato a fare controlli a tappeto nel settore del diporto commerciale e gli operatori sono molto preoccupati. Ora, nelle ultime settimane, sono arrivati anche i sequestri, in alcuni casi a fini di confisca per natanti e imbarcazioni anche da centinaia di migliaia di euro. È accaduto di recente anche alla barca completamente elettrica della società Aqa, presentata lo scorso anno al Salone Nautico. La contestazione prevalente è quella di svolgere abusivamente servizio di taxi o noleggio e gli ultimi casi si sono verificati nella settimana della vernice della Biennale, pochi giorni prima dell'entrata in vigore della nuova legge sulla nautica, che invece rende più snelle le procedure per il diporto commerciale, le cosiddette targhe Rvdc.

L'associazione Sentendosi braccati, gli operatori hanno dato vita a un'associazione per interloquire ormai con la prossima amministrazione comunale e comunicare quello che ritengono essere un lavoro legittimo e per nulla abusivo. «Per il momento siamo una trentina - spiega Francesco Pannoli, uno dei soci fondatori dell'Unione diporto commerciale - ma il numero è destinato a crescere. Il noleggio da diporto è disciplinato da una legge nazionale. Noi non facciamo trasporto, ma un servizio ricreativo. Portiamo i clienti a fare dei tour nella laguna. Con il decreto Mare possiamo addirittura vendere itinerari. Quindi con questa associazione di categoria vogliamo far presente che esistiamo. Siamo in circa 300 in laguna, una cinquantina nelle acque "veneziane", che hanno investito parecchio e che vogliono farsi sentire per non essere considerati " abusivi". Non è possibile dover avere paura di lavorare». In questo momento, l'urgenza è proprio far smettere i controlli che, a detta degli operatori, non sarebbero legittimi se attuati in acque non comunali e quindi all'esterno della Ztl che è limitata a taxi e noleggi con autorizzazione comunale (le lance con la riga gialla o verde).«L'obiettivo del diporto commerciale - aggiunge il presidente dell'associazione, Matteo Vianello - è esclusivamente turistico e ricreativo: offrire la possibilità di vivere il mare e la laguna attraverso esperienze come la navigazione tra le isole, le escursioni naturalistiche. A differenza del trasporto pubblico non di linea (taxi, Ncc), il diporto commerciale non ha finalità di collegamento tra due punti prestabiliti, ma si basa su un contratti di noleggio a fine turistico in cui il noleggiatore decide itinerario e eventuali soste e attività, avendo come unico riferimento la durata del noleggio pattuita e la finalità turistico-ricreativa». Poi c'è un'altra differenza.«Le imbarcazioni utilizzate per queste attività, sono di piccole dimensioni - conclude - non parliamo solo di barche tipo taxi, ce ne sono tante tipologie: motoscafi di prestigio come i Riva, bragozzi e altre imbarcazioni tipiche lagunari. Barche che, contrariamente a quanto si sente dire, non aumentano il moto ondoso, perché procedono a una velocità contenuta, dovendo fare dei tour per la laguna e non avendo la necessità di svolgere più servizi possibile da un punto all'altro della città».