Adottare «una politica più organica di salvaguardia europea» al fine di abbattere il deficit commerciale dell’Ue con la Cina. E fronteggiare «il nostro problema principale», ovvero la questione energetica, puntando sul nucleare. Sono questi gli imperativi del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Che di fronte all’ipotesi di un’altra proroga del taglio delle accise (la misura scade il 3 luglio), sostiene che «non ce ne sarà bisogno». Dalle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo al fronte energetico, dall’automotive fino allo screzio fra la premier Giorgia Meloni e il presidente Usa Donald Trump, tanti i temi che snocciola il capo del Mimit. Partiamo dalla Cina. C’è un rischio di sopraffazione di Pechino sull’Ue? «C’è bisogno di una politica più organica di salvaguardia europea, come quella predisposta per l’acciaio, da estendere ai settori della chimica e, come da iniziativa che ho assunto, degli elettrodomestici. Siamo stati noi ad aprire il cantiere delle riforme quando nessuno le riteneva possibili». Cosa fare? «Ora occorre procedere in fretta e in modo organico. Solo nel settore auto si sta avanzando con la revisione del regolamento delle emissioni di CO2 dei veicoli, chiedendo il pieno riconoscimento del principio di neutralità tecnologica, e l’Industrial Accelerator Act, con l’introduzione del principio del Made in Europe e strumenti per proteggere i settori europei strategici».
Adolfo Urso: “Cina, l’Ue protegga la sua industria. Non serve rinnovare il decreto accise”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy: “L’energia è il nostro maggior problema. Ora acceleriamo sul nucleare”








