PADOVA - «Non riusciamo a trovare una spiegazione». Lo ripete tre volte, senza darsi pace. «È successo tutto all’improvviso. Nessuna provocazione, nessuna parola, nessuna motivazione. Solo quella violenza inaudita». È sconvolta una quarantenne padovana mentre racconta i fatti capitati venerdì pomeriggio. Negli occhi si porta ancora la scena del padre che esce dall’ospedale con un occhio bendato, tre costole rotte e il volto completamente tumefatto. La brutale aggressione è capitata l’altro ieri alle 15 in un’area giochi tra le vie Monte Alto e San Daniele, al confine tra Brusegana e Tencarola. L’anziano, settantacinquenne residente a Chiesanuova, stava facendo una passeggiata lungo l’argine e si è fermato a bere ad una fontanella quando è stato preso di mira e picchiato a sangue. L’aggressore, poco più che ventenne, è stato bloccato e identificato dai carabinieri. Dovrà rispondere di lesioni personali aggravate dai futili motivi.

LA TESTIMONIANZA È tutto scritto nella denuncia presentata in tarda serata dall’anziano ai carabinieri. Ora la figlia riassume i fatti chiedendo di mantenere l’anonimato per tutelare un uomo ancora sconvolto. «Faceva molto caldo e mio padre si è fermato a bere ad una fontanella. A quel punto si è trovato davanti un giovane assieme ad una coetanea. Il ragazzo ha iniziato a guardarlo con fare minaccioso, mio padre gli ha chiesto “Cosa vuoi?», lui gli si è avvicinato e gli ha tirato un pugno. Senza motivo e senza dire niente. Mio padre ha provato a urlare e a difendersi. È caduto, si è rialzato e ha cercato di allontanarsi ma è stato colpito da un altro violento pugno in testa. A quel punto si è accasciato di nuovo a terra ed è stato preso anche a calci sulla schiena. La ragazza ha provato a fermarlo ma non c’è stato niente da fare». L’INTERVENTO Un passante ha allertato la centrale operativa dei carabinieri e sul posto sono intervenute più pattuglie. «Sono riusciti a bloccarlo e non è stato facile, vista la violenza di quel ragazzo - prosegue la figlia riportando il racconto del padre -. Per fortuna lui non ha mai perso conoscenza. È arrivata in fretta un’ambulanza ed è stato trasportato al pronto soccorso centrale di Padova. Lì è stato sottoposto prima ai raggi e poi alla tac. Il referto parla di trenta giorni di prognosi. Tre costole fratturate, lividi sul viso, escoriazioni varie agli occhi, alla bocca e all’orecchio. Per fortuna dalla tac non sono emerse lesioni celebrali e non ha riportato nemmeno danni ai denti». LE CONSEGUENZE L’uomo è stato dimesso alle undici di sera e poi è stato accompagnato in caserma per mettere a verbale quanto aveva già raccontato ai carabinieri arrivati in pronto soccorso. Ha citato tra i possibili testimoni due passanti. «Mio padre non aveva mai visto prima in vita sua quel giovane e giura di non aver fatto nulla per provocarlo. Non sappiamo niente di quel ragazzo ma di sicuro ha qualcosa che non va. La mia paura è che dopo essere stato liberato possa compiere di nuovo azioni così violente» spiega la quarantenne che ora ha un unico grande pensiero: curare le ferite del papà. Quelle fisiche, certo, ma anche e soprattutto quelle psicologiche.