Marina. 21 giugno 2026 alle 00:45La festa di fine anno dei corsi di lingua per stranieri: «Siamo una famiglia»
Al secondo piano della chiesa di Sant’Eulalia, nel cuore della Marina, ogni anno più di un centinaio tra adulti e giovani provenienti da ogni parte del Mondo costruiscono nuove relazioni a partire dalla lingua. Qui opera il Comitato sardo di solidarietà, CoSaS, l’associazione che da quasi trent’anni accoglie e include tutti quei migranti che arrivano in città portando con sé il bisogno di imparare l’italiano per costruirsi una nuova vita. E nell’oratorio della parrocchia hanno celebrato la fine dell’anno scolastico con la loro tradizionale festa: uno scambio culturale che diventa anche gastronomico.
La storia
Tra le voci che meglio raccontano il significato di questo percorso c’è quella di Sharif Abdur. La sua storia evidenzia meglio di qualsiasi statistica il significato della scuola. A 10 anni, nel 2015 per ricongiungersi con il padre, è arrivato a Cagliari dal Bangladesh senza conoscere una parola di italiano. Nello stesso anno inizia a frequentare il CoSaS. «Mi hanno dato un enorme mano», racconta. «Quando sono arrivato c’erano pochi bengalesi e avevo difficoltà a parlare con gli altri compagni, e mi son detto: devo studiare. Qui ho imparato ad integrarmi nella società italiana ma anche in quella delle altre culture». Oggi, a 22 anni, Sharif lavora come mediatore culturale all’Ufficio immigrazione della Questura e frequenta il corso di Scienze politiche e relazioni internazionali all’Università.










