PAVIA. «Avere l’opportunità di incontrare il Santo Padre è un conforto, dopo il percorso che abbiamo affrontato. Ci fa capire che non siamo soli». Patrizia Villa e Davide Frencini sono i genitori di Mattia, 17enne dalla provincia di Lecco: dopo le cure al Cnao, guarda al futuro con più fiducia e oggi, insieme ai suoi genitori, incontrerà papa Leone XIV durante la sua visita al Centro nazionale di adroterapia oncologica, fondato per studiare e trattare i tumori rari, resistenti o inoperabili con avanzate tecniche di radioterapia. La famiglia di Mattia è una delle dieci che questo pomeriggio accoglieranno il pontefice nella sede di via Borloni insieme ai dipendenti Cnao e ad alcuni rappresentanti della sanità cittadina. «Eventi così non capitano tutti i giorni, vivo questa esperienza con una certa emozione» racconta Mattia, che parla della malattia che ha attraversato con la stessa semplicità con la quale si racconta a un amico la propria giornata, mentre i genitori a fianco nascondono a stento la commozione. «Il mio Leone» Che qualcosa non andava Mattia l’ha capito alla fine delle elementari: «Non riuscivo a leggere la lavagna, così la maestra mi spostava avanti di banco – racconta – poi un giorno ho deciso di fare la prova del nove: ho preso un volantino trovato in giro, di quelli con le scritte a caratteri cubitali. Non capivo cosa ci fosse scritto. Così sono andato a dirlo a mia madre». «Poche settimane prima la visita oculistica gli aveva dato dieci decimi» aggiunge la mamma Patrizia Villa, 56 anni, che per sottolineare la forza interiore del suo ragazzo lo chiama «il mio leone». «La degenerazione della malattia è avvenuta in pochissimo tempo», aggiunge. La diagnosi: tumore al cervello, da operare il prima possibile. Comincia così il suo percorso di cura fatto da diversi interventi chirurgici, risonanze magnetiche ed esami per individuare il momento ideale per operare di nuovo. «In quel periodo vivevamo alla giornata, sono stati momenti davvero duri» prosegue il papà Davide Frencini, 52 anni. «Mio figlio ha subito circa un intervento all'anno per rimuovere il tumore. Poi i medici ci hanno suggerito di provare al Cnao, poiché ci è stato spiegato che la malattia di Mattia aveva un'alta probabilità di recidiva». Così Mattia comincia il suo percorso al centro adroterapico di Pavia: il trattamento, durato circa un mese e mezzo, l'ha fatto nel 2022. Insieme alla mamma il giovane si è trasferito in città: «Ci siamo sentiti accolti come in famiglia – racconta Villa – al Cnao si è creato un legame che va oltre il consueto rapporto medico-paziente. Mio figlio è stato preso a cuore dagli operatori, tanto che era diventato un riferimento per i pazienti più piccoli di lui. Dopo il Cnao la nostra vita e quella di Mattia sono cambiate». Il giovane, che l'anno prossimo terminerà lo scientifico a indirizzo biotecnologico, esegue i suoi controlli con regolarità e guarda al futuro con l'intenzione di restituire quanto ha ricevuto: «Mi piacerebbe lavorare nell'ambito della radioterapia specialmente con i bambini. Sono stato aiutato e adesso voglio aiutare. Oggi faccio i controlli e posso dire di star bene. Poi chissà, magari un giorno studierò per lavorare al Cnao». L’anno prossimo Mattia concluderà i suoi studi e, nel frattempo, è anche diventato cintura nera di karate, disciplina che insegna anche ai bambini. È stato anche premiato ad honorem con la medaglia d’oro ai campionati nazionali e, tra le altre cose, ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della sua visita istituzionale al Cnao dell’ottobre 2025. «Messi alla prova» Oggi che il peggio appare alle spalle, il futuro sembra più luminoso del passato. La vita, tuttavia, conserva ancora i suoi misteri: «I primi momenti – aggiunge Villa – non riuscivamo a capire perché fosse toccato questo a nostro figlio. Su un adulto fa male, ma quando c’è di mezzo un bambino è ancora peggio. Non nascondo di aver chiesto a Dio e al prete il perché sia capitato a noi. Ci è stato risposto che avevamo le spalle forti abbastanza per sopportarlo. Abbiamo presenziato di più a messa e ci siamo fatti forza per continuare ad andare avanti». Oggi, infine, l’incontro con il pontefice: «Ringrazieremo papa Leone per l’onore di poterlo incontrare e nient’altro – conclude il papà di Mattia – non siamo gente propensa a chiedere. Siamo già contenti di quello che il Signore regala ogni giorno a noi e nostro figlio». l