| 20 Giugno 2026 22:01 |
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(Adnkronos) – Nonostante il canale attualmente aperto tra i due paesi per cercare di stemperare la tensione, il nuovo post su Truth Social di Donald Trump contro la premier Giorgia Meloni, ha gettato nuova benzina sul fuoco, dimostrando che gli sforzi diplomatici in corso non hanno sortito grande effetto sul presidente. Dietro le quinte dell’amministrazione, tuttavia, c’è fastidio per questa alta tensione, che mette in difficoltà la relazione bilaterale, sebbene quasi nessuno abbia commentato pubblicamente, come accade sempre, le parole del Commander-in-Chief. Nella West Wing – fra chi ha accesso quotidianamente al leader americano – le bocche rimangono cucite perché, in fondo, Trump è il miglior portavoce di sé stesso.
Più fonti politiche e diplomatiche, preferendo rimanere anonime, raccontano che nell’Amministrazione americana vi è un’”assenza di compattezza”, che si può riassumere così: i funzionari sono con il presidente, che dice e fa quello che vuole. Ma loro non sono Trump. Il repubblicano, in particolare, se la sarebbe legata al dito per la questione della guerra in Iran e il rifiuto degli europei di aiutarlo, incluso il no di Meloni, che vedeva come l’alleato più vicino – sia per ideologia che per carattere – per poter far breccia all’interno della Nato con le sue richieste.













