Wi-Fi che balla, videochiamate che si bloccano, lo streaming che va a scatti. Tutto questo vi suona familiare? Se sì, potreste aver già dato la colpa alla linea Internet. E facendo così potreste aver ignorato il reale colpevole della situazione. Non il vostro gestore, ma il router Wi-Fi. Oggi le case ospitano decine di dispositivi connessi - il PC che usiamo per lo smartworking, gli smartphone, le smart TV, l'impianto di videosorveglianza, le serrature smart, gli elettrodomestici connessi - e il router è chiamato a gestire molte più richieste rispetto a pochi anni fa. Capire se è ora di cambiarlo potrebbe consentirvi di tornare a usare i vostri device senza intoppi, al netto di reali problemi sulla vostra linea, ovviamente. Vediamo quindi i segnali che potrebbero indurvi in questa direzione, quando conviene davvero cambiare router e quali sono alcuni dei migliori dispositivi sulla piazza.
Come capire se il router Wi-Fi va cambiatoUn primo campanello d'allarme che non dovreste ignorare è il già citato calo delle prestazioni. La velocità è inferiore a quella del contratto in essere con il vostro gestore? La copertura del segnale wireless cala passando da una stanza all'altra? È il momento di controllare. Se usate il router Wi-Fi fornito dal vostro operatore, non avete da verificare chissà cosa, visto che impostazioni e firmware vengono difatti gestiti dal gestore stesso da remoto. Quel che potete provare a fare in questo scenario è riavviare il dispositivo e vedere se la situazione migliora.Il discorso cambia notevolmente se disponete di un router proprietario, quindi comprato voi. In questo caso, controllate che i parametri forniti dal gestore siano impostati correttamente. Su fibra (Ftth), questo significa anche impostare correttamente il Vlan Id richiesto dal vostro operatore: senza quel parametro, il router proprietario semplicemente non si collega alla rete, indipendentemente da come avete configurato username e password della connessione. Date poi un'occhiata a eventuali segni di surriscaldamento. E provate anche qui a fare un riavvio. Se la velocità torna normale, probabilmente si trattava di una configurazione sbagliata o di un intoppo temporaneo. Se invece i rallentamenti restano, dovete scavare più a fondo.Il vostro punto di partenza dovrebbe essere uno speed test. Anzi, più di uno. Dal vostro smartphone e dal vostro PC avviate il test (online ne trovate diversi gratuiti) e verificate la velocità della vostra linea, sia in download e in upload. Ripetete il test in diversi punti della vostra abitazione e con diversi dispositivi. I risultati che usciranno fuori da queste verifiche potrebbero fornirvi indizi preziosi. Se la velocità è ottima in prossimità del router ma crolla a pochi metri di distanza, il problema potrebbe essere imputabile a dove l'avete posizionato. Questo significa che potreste risolvere i problemi di connessione modificando la posizione del router e non sostituendo il dispositivo in sé.Il posto giusto per un router è centrale all'interno dell'abitazione e libero da ostacoli. Muri, mobili grandi, porte chiuse, specchi, acquari: tutti questi possono attenuare il segnale della vostra rete wireless e compromettere la qualità di navigazione. Se il vostro modello ha antenne esterne, provate a orientarle diversamente verso le zone «morte» della casa. E dopo ogni spostamento, ripetete il test: solo così saprete se qualcosa è cambiato.Poi passate agli aggiornamenti firmware. Controllare regolarmente se è disponibile un nuovo update è una buona abitudine, specie per chi ha un router proprietario (quindi non fornito dal gestore). Questi aggiornamenti correggono bug e tappano falle di sicurezza, che potrebbero essere alla base di malfunzionamenti. Un router aggiornato è un router più stabile e più sicuro.Anche gli standard Wi-Fi sono fattori che andrebbero valutati. Il Wi-Fi 6 e le sue evoluzioni Wi-Fi 6E e Wi-Fi 7 hanno introdotto tecnologie come Ofdma e Mu-Mimo, che permettono al router di comunicare con più dispositivi contemporaneamente invece che con un dispositivo alla volta: è proprio questo a fare la differenza quando in casa ci sono tanti apparecchi connessi insieme. Wi-Fi 6E e Wi-Fi 7, in più, aggiungono la banda dei 6 GHz, molto meno congestionata di quella a 5 GHz già in uso da anni. Sul fronte della sicurezza, il protocollo Wpa3 è molto più sicuro rispetto a quelli precedenti. Se avete un modello obsoleto, privo di Wpa3 e ancora fermo al Wi-Fi 5, potreste pensare di sostituirlo già solo per questi due motivi.C'è poi la questione della copertura. Vi siete trasferiti in una casa più grande? Avete ricavato uno studio in più in mansarda? Volete il Wi-Fi anche in giardino? Un router tradizionale, da solo, potrebbe non bastare più. La soluzione, in questi casi, si chiama mesh: più nodi che lavorano insieme per distribuire il segnale in modo uniforme in tutta la superficie della casa. A differenza dei semplici ripetitori, un sistema mesh crea un'unica rete continua, senza buchi e con cali di prestazioni molto più contenuti, soprattutto nei modelli che usano un canale dedicato (backhaul) per la comunicazione tra i nodi, separato da quello usato dai dispositivi. Nei sistemi mesh più economici, dove i nodi comunicano tra loro sulla stessa banda usata dai dispositivi, qualche perdita di velocità tra un nodo e l'altro resta comunque possibile.












