L’hanno già battezzata ”la class action dei ricchi”. Di solito parliamo di class action per un prodotto difettoso o una bolletta contestata. Qui invece, e anche per questo, le reticenze sono tante, il pasticcio riguarda The Core, un club super-esclusivo con sede in uno storico palazzo in corso Matteotti 14, a pochi passi dal Duomo e da piazza San Babila, copia o spin off di quello newyorkese. Nelle brochure si vantano ristoranti, terrazze panoramiche, spazi per eventi, biblioteca, galleria d’arte, sale riunioni, aree wellness e ambienti riservati al networking internazionale. Grande entusiasmo. Secondo le ultime ricostruzioni 700 soci avrebbero (il condizionale è d’obbligo, nel silenzio generale) versato quote di ingresso fra 4.000 e 50.000 euro, o secondo alcuni tra 8.000 e 26.000 più Iva. Basta una calcolatrice per capire che in linea teorica, la raccolta potrebbe oscillare tra 7 e i 18 milioni di euro. Gli iscritti? Il meglio dell’’élite economica e professionale milanese: Nino Tronchetti Provera, Giovanni Del Vecchio, Angelo Moratti, Marialuisa Gavazzeni Trussardi, Antonio Versace, Remo Ruffini, Andrea Recordati ed Emanuela Galtrucco (e tanti altri). Il progetto, datato 2019, resta sulla carta. I lavori di ristrutturazione vanno a rilento, il cantiere accumula ritardi e le date di apertura vengono rinviate. Poi i nomi delle fondatrici, Jennie e Dangene Enterprise, considerate imprenditrici visionarie, vengono accostati agli Epstein files, e questo polarizza ulteriormente l’attenzione sul caso.