Il randagismo nelle nostre campagne non nasce dal nulla. A denunciarlo è l’Oipa, che punta il dito su cause e responsabilità precise per quanto accade a Vittoria.
Secondo l’organizzazione, da anni si assiste alla proliferazione incontrollata di branchi provenienti dai contesti rurali.
Cani detenuti da pastori e allevatori lasciati riprodursi senza controllo, senza sterilizzazioni e, troppo spesso, senza alcuna conseguenza per i responsabili.
Con il caldo e la sete, questi animali si spostano verso i centri abitati, formando nuovi nuclei talvolta aggressivi, “sempre per colpa dell’uomo”.
Nel frattempo, si continua a parlare di emergenza quando il problema è già esploso: si spendono fondi per la gestione, si riempiono i canili, si rincorrono le adozioni e si cercano “tutor armati solo di buona volontà”, come se i cani potessero vivere “di aria fritta”.








