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Salvatore Riggio

A partire dalla Coppa del Mondo il gesto è proibito in campo e viene sanzionato col cartellino rosso

In un Mondiale 2026 con già diversi record (e altri che possono essere abbattuti), c’è anche il primo giocatore espulso perché colpevole di essersi messo la mano davanti alla bocca per coprire quello che stava dicendo. È accaduto ad Almiron nel recupero del primo tempo del match vinto 1-0 dal Paraguay contro la Turchia con gol lampo di Galarza (che ha condannato la Nazionale di Vincenzo Montella a una precocissima eliminazione). In uno dei tanti momenti di gioco fermo con un qualche giocatore a terra, la Var ha richiamato l’arbitro salvadoregno Ivan Barton. C’è stato un momento di stupore, ma poi si è capito il motivo. Almiron, appunto, si è rivolto al turco Muldur, dicendo qualcosa con la mano davanti alla bocca. Questa è una situazione di gioco proibita dal nuovo regolamento. Da qui l’espulsione diretta e le proteste del Paraguay.

Prima d’ora non c’era mai stato un rosso così. Questa nuova regola era stata approvata dall’Ifab all’unanimità proprio per colpire i calciatori che, mascherando il labiale, spesso pronunciano insulti o frasi antisportive. «Chi non ha nulla da nascondere non ha motivo di celare il labiale, quindi se il gesto serve a coprire un’offesa discriminatoria, il cartellino rosso deve diventare la conseguenza naturale per ripulire il calcio da questi comportamenti inaccettabili», era stata la spiegazione di Gianni Infantino, presidente della Fifa.