Il giocatore si mette una mano davanti alla bocca mentre parla: per questo l’arbitro, richiamato dal Var, lo espelle. Per la prima volta nella storia viene applicata la nuova regola approvata all’unanimità lo scorso aprile dall’Ifab (International Football Association Board), che esordisce a questo Mondiale. Il primo caso è avvenuto questa notte con il centrocampista sudamericano Almiron durante la gara tra Turchia e Paraguay. Una scelta contro il razzismo La norma era stata proposta dal presidente della Fifa Gianni Infantino e l’organismo aveva accolto la proposta. L’obiettivo è quello di cercare di contrastare il razzismo in campo. «Chi non ha nulla da nascondere non ha motivo di nascondere il labiale», aveva sottolineato il numero uno della Fifa. Anche se nel caso di questa notte, da quanto è stato possibile ricostruire, il giocatore sudamericano non avrebbe pronunciato nessuna frase discriminatoria. Quindi si sarebbe trattato di un malinteso, una vecchia abitudine. Ma il regolamento parla chiaro. Passando al campo, la Turchia di Vincenzo Montella viene sconfitta per uno a zero e delude, dopo aver giocato tutto il secondo tempo in superiorità numerica. “La Mezzaluna” ha un piede fuori dal mondiale e deve vincere l’ultima gara contro gli Stati Uniti e sperare nella differenza reti per passare il turno come migliore terza. Dall’altra parte il Paraguay ora può sognare: con una vittoria con l’Australia è ai sedicesimi. Il destino è nelle sue mani. Un gol e una espulsione La partita inizia subito con uno shock. Enciso appoggia a Galarza che con un colpo da biliardo da 25 metri infila la palla alle spalle di Cakir. È il secondo gol più veloce di una squadra sudamericana al Mondiale dal 1998 quando, sempre il Paraguay, si portò in vantaggio contro la Nigeria dopo 52 secondi. La Turchia prova a reagire ma non riesce a sfondare. E all’11’ Gomez ci prova dal limite ma il tiro finisce alto. Il primo squillo turco arriva da Guler, che non riesce ad approfittare di un pasticcio della difesa e calcia sopra la traversa. Alla mezz’ora ci prova la stella della Juventus Yildiz che rovescia dal limite dell'area: para senza problemi Gilli. La vera occasione turca arriva al 34’ con Calhanoglu su punizione. L'interista serve perfettamente Muldur che clamorosamente prende prima la parte bassa della traversa e poi il palo destro. Si rimane ancora sull'uno a zero per il Paraguay. Le squadre iniziano sempre più a pungersi a vicenda. E dopo due minuti i ragazzi di Gustavo Alfaro reagiscono. Con il solito Enciso che apre per Caceres: il tiro viene respinto da Cakir. Nel recupero prima dell’intervallo l’episodio che cambia la storia della partita. Durante un breve momento di tensione, Almiron si mette la mano davanti alla bocca e sussurra qualcosa. Da questo mondiale è espressamente vietato e viene espulso, lasciando i suoi in dieci. Prima di tornare tutti negli spogliatoi Yuksek ci prova dalla distanza: ma la conclusione è fuori misura. La Turchia non affonda Alla ripresa è subito pericoloso Yildiz: in area di rigore libera un mancino che però si spegne sull’esterno della rete. Al 58’ ancora Turchia con il tiro di Demiral che diventa pericoloso per la deviazione di Alderete, ma Gilli, in due tempi, si fa trovare pronto. A un minuto dall’ora di gioco, i sudamericani tornano a farsi sentire: Enciso dribbla due avversari, entra in area e sfiora il due a zero con la sfera che finisce di poco a lato. Subito dopo Yildiz serve perfettamente Gul, che a due passi non riesce a dare potenza di testa e la sfera finisce facilmente tra le braccia dell’estremo difensore. A quindici minuti dal termine, un cross di Bardakci svirgola e diventa un tiro: il portiere paraguaiano si fa trovare pronto ancora una volta. All’82’ Uzun sfiora il pareggio con una rasoiata che termina a nemmeno un metro dal palo. A due minuti dal novantesimo ancora il numero nove turco: in posizione da verificare, si divora l’uno a uno a due passi dalla porta su una respinta di Gilli sul tiro di Uzun. Allo scadere Demiral ci prova di testa, ma la palla sfiora il palo e spegne la speranza dei ragazzi di Montella.