Bonus condizionatori confermato fino al 31 dicembre 2026. La detrazione, accessibile anche senza lavori di ristrutturazione, arriva al 36% delle spese sostenute e sale al 50% per la prima casa. L’agevolazione riguarda impianti ad alta efficienza energetica e richiede il pagamento con bonifico parlante.

L'estate non è ancora ufficialmente iniziata, ma le temperature elevate già registrate in molte città italiane stanno spingendo famiglie e imprese a cercare soluzioni per affrontare il caldo. Il Bonus condizionatori rappresenta un'opportunità per ridurre il costo di acquisto e installazione di nuovi impianti di climatizzazione ad alta efficienza energetica, favorendo al tempo stesso il risparmio energetico e la sostituzione dei sistemi più datati. A chiarirlo è l'Agenzia delle entrate, che conferma per il 2026 la possibilità di accedere alla detrazione anche in assenza di lavori di ristrutturazione edilizia, purché siano rispettati specifici requisiti energetici e fiscali.

Che cos'è il Bonus condizionatori e chi può richiederlo Il Bonus condizionatori non è un'agevolazione autonoma, ma rientra in due diversi incentivi fiscali: l'Ecobonus e il Bonus ristrutturazioni. Quando non sono previsti interventi edilizi, il beneficio è generalmente collegato alla sostituzione di vecchi impianti con dispositivi più moderni, efficienti e sostenibili dal punto di vista energetico. Possono accedere all'agevolazione le persone fisiche, i professionisti, le società di persone e di capitali, le associazioni professionali, i condomini, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, gli istituti autonomi per le case popolari e le cooperative di abitazione a proprietà indivisa.