Sempre più spesso la moderna velocità nella circolazione delle idee porta con sé anche un’accelerazione dei processi con i quali le istituzioni ecclesiastiche intervengono per correggere affermazioni e comportamenti dei propri membri.

Già nell’ultimo quarto del secolo scorso molti teologi sono incorsi in provvedimenti disciplinari da parte dell’allora Congregazione per la dottrina della fede tanto per il contenuto dei loro insegnamenti, quanto per il fatto che tali insegnamenti venivano divulgati, oltre le cattedre accademiche, all’intero popolo di Dio tramite i mass media.

Specularmente si può citare l’aggregatore di notizie ecclesiali che nacque e crebbe nel corso del pontificato di Benedetto XVI allorché, a seguito di ripetute “crisi” comunicative papali – in particolare quando, nel 2009, alla notizia della remissione della scomunica ai vescovi consacrati nel 1988 nella lefebvriana Fraternità sacerdotale San Pio X si sovrappose quella delle posizioni negazioniste della Shoah espresse da uno di loro – la Santa Sede ritenne utile avviare e pubblicare, ufficiosamente, un monitoraggio digitale per conoscere in tempo reale le notizie ecclesiali che uscivano nel mondo.

Battezzato “Il Sismografo” e affidato a Luis Badilla Morales, il sito prese via via vita propria, fino a fuoriuscire del tutto dall’orbita vaticana (2015) e da ultimo a chiudere i battenti (2023), come raccontò a suo tempo “Re-blog”.