Il Coordinamento dei 20 comitati cittadini critica il piano attuativo, approvato dalla giunta il 28 maggio, per costruire sull’area via...Il Coordinamento dei 20 comitati cittadini critica il piano attuativo, approvato dalla giunta il 28 maggio, per costruire sull’area via Boito/Cadore/Mascagni. Le osservazioni riguardano il cemento che avanza, le ricadute sul traffico e l’aumento di abitanti, a fronte di servizi che rimangono sempre gli stessi. Si tratta di un intervento residenziale per 9.286 metri cubi e 382 metri quadrati di negozi e uffici in ristrutturazione su una zona complessiva di 6.441 metri quadri: graviterà sulle vie Cadore e Mascagni (al confine con Lissone, nel quartiere Cazzaniga), già strette, rischiando di congestionare una situazione già molto precaria. Peraltro, come osservano i volontari, "nessuno studio sul traffico indotto da tale nuovo insediamento è stato allegato al piano attuativo adottato. Quindi chiediamo che venga allegata una dettagliata relazione sulla viabilità, con i dati e i grafici del traffico attuale e di quello indotto dal nuovo carico urbanistico - scrive il Coordinamento -. Inoltre vorremmo vedere le possibili soluzioni finalizzate a non congestionare il traffico attuale sulle vie Cadore, Mascagni (a senso unico) e Boito". La nuova palazzina guarda su via Cadore, che porta direttamente all’università Bicocca distante poche centinaia di metri. Immediata, quindi, la richiesta che una parte degli alloggi sia convenzionata a canone concordato e destinata agli studenti fuori sede. Nel mirino dei comitati di quartiere c’è sempre la cancellazione del bosco spontaneo dietro il polo istituzionale per costruire lo studentato, comunque decentrato rispetto all’università. "Quindi - sottolineano gli attivisti - bisogna prevedere alcuni appartamenti per gli studenti in una costruzione già approvata e pronta a partire". Come scritto sia nella relazione sia nella bozza di convenzione, le aree per servizi occupano una superficie di 2.914 metri quadri, ma verranno monetizzate. "Noi riteniamo - spiega Giorgio Majoli, referente del Coordinamento - che tale scelta discrezionale non sia accettabile per il bene del quartiere e che sia nel potere del Comune richiedere invece che tali aree a servizio dei cittadini vengano reperite e cedute entro il perimetro del piano attuativo, in una zona che ne è carente. I comitati di quartiere chiedono spazio libero che dia respiro alla città, in via Cadore come in via Tazzoni". "Governare il territorio significa anche approvare progetti non solo da un punto di vista tecnico e di conformità urbanistica al Pgt - è il monito dei cittadini - ma è necessario indirizzarli al bene comune".