In principio sta un verbo, “È”, coniugato al presente, e non “Era”, imperfetto, passato... “Perché la musica di nostro padre lo rende ancora presente in tutto il mondo: dovunque la si esegua c’è attenzione, partecipazione, commozione”, spiega il maestro Andrea Morricone, 61 anni, figlio del celebre compositore. È mio padre, si intitola appunto il tour in cui “Morricone dirige Morricone”: Andrea condurrà l’orchestra Filarmonica del teatro Comunale Pavarotti Freni di Modena (insieme al coro da camera Ricercare Ensemble, al soprano Vittoriana De Amicis e al baritono Alessio Quaresima Escobar, con la pianista Cecilia Grillo) in un florilegio di colonne sonore composte dal premio Oscar scomparso sei anni fa, mentre Marco Morricone, altro figlio del musicista, racconterà frammenti di vita tratti dal suo libro Ennio Morricone. Il genio, l’uomo, il padre. Il viaggio avrà un’anteprima martedì 23 al Comunale di Modena, poi partirà il 25 giugno dall’anfiteatro degli scavi di Pompei e l’11 luglio farà tappa al Castello Scaligero di Villafranca di Verona.
Maestro Morricone, come ha pensato questo omaggio a suo padre?
“Ho scelto alcune partiture, le più celebri ma non solo, e le affideremo all’ascolto così come sono state scritte: ho voluto evitare qualsiasi intervento di adattamento per conservare intatta la scrittura di mio padre”.









