Il primo a sorprendersi del successo-revival che sta vivendo è proprio lui, Max Pezzali, l’uomo che ha resuscitato l’Uomo Ragno per poi partire alla ricerca del tempo perduto: gli anni Novanta. «Tra tutte le tournée che abbiamo progettato in questi anni questa è quella che più celebra un periodo preciso: i Nineties», conferma l’ex 883 prima di salire sul palco del Maradona, davanti a cinquantamila orfani di quel decennio. Che non vive solo nelle canzoni snocciolate senza pietà come in un Festivalbar ad personam, un vero e proprio «FestivalMax». Visual e citazioni contribuiscono a sollecitare l’amarcord di chi c’era e di chi non c’era, prima dello show c’è persino tempo per il karaoke di «Notti magiche»: almeno all’epoca alla fase finale dei Mondiali ci si arrivava. «È un’emozione pazzesca essere qua dentro, questo non è uno stadio, è una leggenda, Diego Armando Maradona non è un nome e un cognome, è un mito. Il pubblico che sto trovando è davvero straordinario, di tutte le età. Ed è incredibile constatare ancora una volta come le canzoni attraversino le generazioni: non restano legate solo a chi ha vissuto quel determinato periodo, ma continuano a rinnovarsi attraverso il tempo, unendo anche le famiglie».