I costi dei monitor OLED stanno scendendo sempre più e tra i modelli più economici oggi disponibili c’è l'AOC Q27G4ZD, un 27 pollici 1440p con pannello QD-OLED di terza generazione a 280 Hz. Lo abbiamo provato
di
Paolo Centofanti
La tecnologia OLED si sta diffondendo sempre di più sui monitor per PC, un fenomeno accompagnato da una progressiva discesa dei prezzi, che comincia a rendere questi modelli molto competitivi rispetto ai prodotti con display LCD. Del resto, dal punto di vista di parametri come il rapporto di contrasto e il tempo di risposta, l’OLED è decisamente superiore, con una qualità di immagine che fa impallidire anche monitor LCD di fascia molto alta. L’AOC Gaming Q27G4ZD è stato annunciato con un prezzo suggerito al pubblico di 479 euro, ma oggi è possibile trovarlo anche sotto i 400 euro. Si tratta di un 27 pollici con risoluzione di 2560x1440 pixel, basato su pannello QD-OLED di terza generazione, con una frequenza di refresh massima di 280 Hz, doppio ingresso HDMI con supporto per VRR, ingresso DisplayPort compatibile NVIDIA G-Sync, hub USB 3.2 Gen1 integrato. Caratteristiche che unite al prezzo ne fanno un prodotto molto interessante da valutare. La certificazione VESA DisplayHDR 400 ci dice già che non sarà forse il monitor più luminoso sul mercato, ma a parte questo, l’OLED può dare molto.Design pulito e senza orpelliL’AOC Gaming Q27G4ZD si presenta con un design meno aggressivo rispetto ad altri monitor da gaming ma sempre fortemente connotato. Frontalmente regna la pulizia grazie alla cornice ultra sottile permessa dal pannello OLED, con solo il bordo inferiore più spesso e ricoperto da un pannello in plastica con il logo AOC al centro. Il rivestimento dello schermo è lucido e in trasparenza si nota l’area nera inattiva del display con un bordo di circa mezzo centimetro tutto intorno. Sotto il bordo inferiore, nell’angolo destro, troviamo i tasti per il controllo del menù a schermo. Niente mini-joystick.Il pannello posteriore è uno sfoggio di linee spezzate e forme poligonali, un tipo di design piuttosto comunque in ambito gaming. Un anello rosso lucido sembra suggerire la presenza di luci LED RGB, ma in realtà è solo un elemento estetico statico: per contenere il costo del prodotto, il monitor non è dotato di luci. Un altro aspetto che rivela un’attenzione al risparmio è la qualità delle coperture in plastica, molto leggere.Il piedistallo è curato, con base a V rovesciata, e interfaccia con il monitor che consente di orientarlo a sinistra e destra, verso l’alto e verso il basso, e di alzarlo o abbassarlo rispetto al piano della scrivania con un’escursione di 13 centimetri. In prossimità della base, un foro passacavo permette di mantenere ordinati i cavi provenienti dal pannello posteriore.Connessioni complete e tante porte USBSul fronte video abbiamo tutto quello che serve: due porte HDMI 2.1 e una porta DisplayPort 1.4, tutte in grado di supportare la massima risoluzione consentita dal display, 1440p fino a 280 Hz. Gli ingressi HDMI 2.1 supportano il VRR delle specifiche HDMI, soluzione ideale per le console, mentre il DisplayPort supporta sia l'Adaptive-Sync che la modalità compatibile NVIDIA G-Sync certificata.L’AOC Q27G4ZD non è dotato di switch KVM, ma c’è una buona dotazione di porte USB, tutte di tipo 3.2 Gen1. Due sono laterali posizionate in un pozzetto sul lato destro del pannello posteriore, altre due sono posizionate vicino agli ingressi video, dove troviamo anche la porta upstream per il collegamento ad un PC (o console). C’è anche un’uscita audio mini-jack, a nostro avviso non in posizione comodissima, per il collegamento di un paio di cuffie.Tutto per la manutenzione del pannello OLEDIl menù delle impostazioni è piuttosto razionale e intuitivo, seppure la navigazione non sia proprio agevole tramite i quattro tasti funzione. Ci si prende la mano in fretta, ma resta scomodissimo. Oltre alle varie regolazioni video e alle funzioni “per gamer”, che a nostro avviso lasciano sempre il tempo che trova (contatore fps, mirino cecchino, ecc.), la sezione più interessante è quella legata alla gestione dello schermo OLED.Qui troviamo tutte le funzioni per proteggere il pannello: si va dal classico pixel orbiter, alla protezione dai loghi luminosi, che scurisce gli elementi di grafica fissa, passando per il dimmer per i bordi delle bande nere durante la riproduzione di film e quello per la barra delle applicazioni. Tutti questi “meccanismi” sono configurabili su diversi livelli di intensità. C’è poi il “pixel refresh”, che ripristina i livelli di carica della matrice TFT dopo alcune ore di utilizzo. Dal punto di vista dunque della manutenzione del pannello troviamo tutte le soluzioni a cui ci hanno abituato i monitor OLED più costosi.Ottima calibrazione di fabbrica in SDR. In HDR un po’ menoModelli più costosi puntano molto anche sulla calibrazione di fabbrica, specie per il segmento dei creatori di contenuti. AOC con il suo Q27G4ZD non si espone più di tanto su questo fronte. Vista anche la fascia entry level rispetto al segmento OLED che occupa questo modello, non partivamo da grandi aspettative e invece l'AOC Q27G4ZD ci ha tutto sommato sorpreso. In SDR la calibrazione di fabbrica è infatti molto buona e i preset sono anche piuttosto “console friendly”, a patto di capire un attimo qual è la logica delle impostazioni. Il parametro da tenere sott’occhio è quello denominato “Spazio Colore”, nel sotto menù “Picture”. Qui abbiamo tre opzioni: nativo, sRGB e DCI-P3. Selezionando sRGB, il monitor si imposta sulla relativa modalità calibrata, con gamma 2,2, spazio colore BT.709 e punto di bianco D65. In DCI-P3 il gamma passa a 2,6 e lo spazio colore si estende appunto fino a coprire l’intero P3.A parte un punto di bianco leggermente più caldo del riferimento sulle alte luci, entrambe le modalità offrono una calibrazione piuttosto accurata, con valori di errore deltaE medio molto bassi. Queste due modalità, bloccano però la maggior parte delle regolazioni, come contrasto, gamma e temperatura colore. Dal menù “Game Setting” è possibile selezionare per i due ingressi HDMI tra PC o Console/DVD, impostazione che corrisponde sostanzialmente all’impostazione dell’EDID: selezionando PC, si sblocca la frequenza massima di 280 Hz, altrimenti si ferma a 144 Hz.In HDR le cose si complicano un po’. Quello che dovrebbe essere il preset calibrato e certificato DisplayHDR 400 lascia molto a desiderare, sia per un tracking non corretto della curva PQ, che si mantiene sotto il riferimento sulla parte bassa della scala di grigio, sia per un gamut mapping che produce colori meno saturi del riferimento, cosa assai peculiare per un monitor pannello QD-OLED che riesce a coprire oltre l’80% dello spazio colore BT.2020. Ciò si verifica per altro solo in HDR: impostando il gamut nativo del pannello in SDR si ottiene una copertura dell’83% dello spazio BT.2020 e del 99% dello spazio P3, in HDR le percentuali scendono rispettivamente a 70% e 93%, segno che c’è qualcosa che non va in termini di gamut mapping. La resa migliore la si ottiene selezionando dal menù “HDR” nella sezione “Picture” l’impostazione “HDR Game”. Così facendo migliora significativamente il tracking della curva PQ, ma anche la saturazione dei colori, ottenendo un errore deltaE più basso, seppure ancora non trascurabile, soprattutto nel difficile test ColorMatch HDR di Calman di Portrait Displays. HDR GameCon tutti i preset che non siano quello denominato “HDR Peak”, la luminanza di picco si ferma intorno alle 430 cd/m2 fino al 10% di copertura dello schermo, per poi scendere fino a 250 cd/m2 a pieno schermo. Solo impostando appunto la modalità “HDR Peak”, il monitor AOC Q27G4ZD riesce a sfiorare le 1000 cd/m2 su dettagli molti piccoli, ma al costo un tracking della curva PQ e una colorimetria decisamente più imprecisi. Alla fine la soluzione migliore in modalità HDR rimane l’impostazione “HDR Game”.Un ottimo monitor da gaming, specie per le consoleAbbiamo utilizzato il monitor AOC Q27G4ZD prevalentemente in ambito gaming collegato sia ad una console PS5 che ad un PC da gioco. Per le console la risoluzione 1440p è spesso sottovalutata in termini di benefici che si possono avere a livello di frame rate, a fronte di rinunce effettive in termini di dettaglio se rapportate alla dimensione di 27 pollici dello schermo non così marcate. I vantaggi dello schermo OLED sono fin da subito evidenti: anche se lo schermo non è poi così luminoso, la resa in HDR è spettacolare in termini di contrasto e dinamica, grazie al nero perfetto naturalmente, soprattutto con sala completamente o parzialmente oscurata. Il VRR non ha prodotto alcun artefatto in termini di fluttuazioni della curva di contrasto, e abbiamo ottenuto una risposta sempre piuttosto stabile da questo punto di vista durante le nostre prove. Con giochi come The Last of Us Part 1, la resa è semplicemente spettacolare, con una resa perfetta nelle scene più scure. Passando a giochi più dinamici (Fortnite, Battlefield), l’immagine appare sempre molto dettagliata, scolpita, e con un motion blur inarrivabile per qualsiasi schermo LCD già con la frequenza variabile tra i 50 e i 120 fps dei titoli che abbiamo provato su PS5.Passando al PC, e quindi alla possibilità di pilotare il pannello fino a 280 Hz, il poco motion blur dovuto più che altro al “sample & hold” diventa assolutamente trascurabile e si ottiene un’immagine estremamente nitida e fluida. In effetti abbiamo rilevato un unico difetto in questo AOC Q27G4ZD e non ha direttamente a vedere con la tipologia di display: il rivestimento dello schermo. È di tipo lucido e di fatto non mitiga molto i riflessi. Finché lo abbiamo utilizzato nella nostra saletta prove con luce controllata, la resa è stata eccezionale. Spostato il monitor in ufficio, in presenza di ambientazioni di gioco scure seguire l’azione di gioco diventa un po’ più difficile. A ciò si aggiunge la solita tendenza dei pannelli QD-OLED di apparire grigiastri in presenza di luce ambiente. Per il resto, il pannello montato dall'AOC Q27G4ZD ci è parso di ottima qualità, con una perfetta uniformità anche sulle basse luci, mentre il rendering del testo, tra la risoluzione comunque 1440p e la configurazione triangolare dei pixel, non è tra i più compatti e puliti sul mercato.











