Individuando un singolo e rarissimo evento di "mono-transito" nei dati del satellite TESS della NASA, un team internazionale guidato dall’European Southern Observatory (ESO), a cui partecipa anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha portato alla luce un sistema planetario che sfida le nostre conoscenze sui meccanismi di formazione planetaria. All’origine della scoperta c'è la nana bruna massiccia TOI-201 c, cioè una stella mancata con una massa a cavallo tra i pianeti giganti e le stelle di piccola massa, che, nonostante la sua orbita fortemente ellittica, ha permesso la formazione di un sistema multi-pianeta in una zona ristretta all’interno della sua orbita. Si tratta di uno scenario nuovo e inaspettato.

Lo studio, pubblicato oggi sulla rivista Nature, vede una forte impronta italiana; tra i primi firmatari figura infatti Luca Naponiello, ricercatore dell’INAF e secondo autore del paper, assieme ai colleghi Aldo Bonomo e Alessandro Sozzetti. La collaborazione, inoltre, ha coinvolto anche ricercatori delle Università di Milano e di Roma Tor Vergata.

TOI-201 c ha una massa che lo colloca quasi al limite superiore “classico” che separa i pianeti giganti dalle nane brune, fissato convenzionalmente a 13 masse gioviane, ed è un oggetto molto singolare sotto diversi aspetti. In primo luogo, “è l'oggetto transitante con il periodo orbitale più lungo di cui sia nota la massa”, come sottolinea lo stesso Naponiello, pari a circa 2881 giorni, equivalenti a poco meno di otto anni. “A causa della grande distanza dalla stella, la probabilità che un simile oggetto passi esattamente davanti al disco stellare, visto dalla Terra, è molto bassa”, aggiunge.