In una Londra attuale e frettolosa, dagli scavi edilizi per le fondamenta di nuovi palazzi sbuca un grosso ordigno inesploso della Seconda Guerra Mondiale, per il quale verrà chiamato un maggiore dell’esercito britannico esperto di disinnesco bellico, e con lo sguardo da duro di Aaron Taylor-Johnson. In Fuze – Conto alla rovescia, del britannico David Mackenzie, questo sarà soltanto l’innesco di un thriller ben più tentacolare, al quale partecipano in veste di rapinatori Theo James e Sam Warthington, fortunatamente a volte fuori dagli Avatar. Mentre a coordinare le operazioni di polizia Gugu Mbatha-Raw.

Il regista non aggiunge nulla tecnicamente o stilisticamente a una narrazione che fila liscia proponendo i giusti plot twist, neanche troppo stupefacenti. Con un onestissimo cast che avrebbe dato anche di più e la sua scrittura nella media Fuze si difende bene, sintetizza i fatti a un’ora e mezza dimostrando che si può raccontare ancora non all’infinito, come pratica odierna vorrebbe. Thriller estivo piuttosto basic tra resa ed emozioni rimediate, guardabile ma senza troppi entusiasmi, forse sarebbe consigliabile più ai neofiti del genere che ad esperti estimatori di grandi thriller a orologeria. Con i suoi 45 milioni di dollari in budget ne ha incassati per ora giusto 4, andamento commerciale un po’ fiacco che lo proietta forse come futuro film di cassetta.