L’importanza di disporre di esterni alti abili a saltare l’uomo nell’uno contro uno, con scatti, dribbling, finte o in progressione, regalando alla squadra la superiorità numerica nella tre quarti campo avversaria ed in zona di finalizzazione. Ne ha parlato il responsabile dell’area tecnica della formazione maggiore Stefano Trinchera a margine della conferenza stampa che ha avviato la programmazione della stagione 2026/2027, rispondendo ad una domanda sul modulo che adotterà il Lecce.

I discorsi sul sistema di gioco non mi appassionano, ha detto in sintesi il dirigente di Copertino, in quanto oramai sono molto dinamici. Nella nostra idea (il plurale è riferito alle scelte operate insieme a Pantaleo Corvino) ci sono sempre stati piuttosto degli esterni alti capaci di garantire la superiorità numerica.

Da questo punto di vista, quindi, pare di capire che il team giallorosso andrà avanti in continuità rispetto al recente passato, con una prima linea che preveda, quanto meno al momento di attaccare, un tridente con una punta centrale e due ali, brave ad arrivare sul fondo e crossare oppure a convergere verso l’area di rigore avversaria per tentare la conclusione a rete.

Questo significa che una delle missioni di Trinchera sul mercato sarà quella di potenziare adeguatamente il ruolo. Stante il ritorno, ad inizio luglio, di Riccardo Sottil alla Fiorentina per fine prestito, infatti, ad oggi al Lecce restano tre esterni alti: Lameck Banda, Santiago Pierotti e Konan N’Dri. Ebbene, i primi due, sirene di mercato permettendo, potrebbero essere ancora centrali nel progetto, mentre andrà valutato il futuro del nigeriano, che ha anche il passaporto della Costa d’Avorio.