Il CEO di Google Sundar Pichai ha descritto l'impatto di una celeberrima provocazione lanciata nel 2009 dall'allora amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer. Durante un discorso tenuto la scorsa settimana davanti ai laureati della Stanford University, Pichai ha ricordato l'episodio definendolo la spinta decisiva per il successo del proprio browser web, avvenuto in concomitanza con un iniziale stallo della quota di mercato.

Al debutto del software nel 2008, lo scenario globale vedeva il controllo assoluto di Internet Explorer, che deteneva il 60% degli utenti mondiali essendo preinstallato come opzione predefinita sui sistemi Windows. Modificare le abitudini del pubblico rappresentava un percorso in salita. Nel corso di un'intervista rilasciata a TechCrunch l'anno successivo, Ballmer dichiar� che il principale concorrente rimaneva Firefox, liquidando il nuovo progetto di Google e Safari come semplici errori di arrotondamento non significativi.

Pichai, che guidava lo sviluppo prima di assumere il controllo del gruppo oggi valutato 4,5 trilioni di dollari, ha spiegato che quelle considerazioni pubbliche avrebbero potuto abbattere la determinazione della squadra. La reazione interna si � basata su una lettura opposta: la dirigenza scelse di interpretare l'intervento del rivale come la prova del valore del proprio operato, nonostante la quota commerciale iniziale fosse bloccata a una sola cifra.