Roma, 19 giu. (askanews) – Oggi migliaia di agricoltori aderenti a Coldiretti e Unaprol sono arrivati a Bari per protestare contro “quei trafficanti di olio che stanno facendo crollare le quotazioni del prodotto italiano, costringendo gli olivicoltori italiani a lavorare in perdita mentre gli scaffali dei supermercati si riempiono di olio di bassa qualità, spesso di provenienza extra Ue, spinto dalle vendite sottocosto”.

Coldiretti e Unaprol sottolineano che “è a rischio la salute dei cittadini con gli inganni messi in campo dai trafficanti di olio che fanno crollare i prezzi dell’olio extravergine d’oliva italiano, praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno”. I prezzi dell’extravergine pagati agli olivicoltori stanno registrando una caduta verticale che li ha fatti arrivare vicini alla soglia dei 5 euro al litro, rispetto ai circa 9 euro corrisposti lo scorso anno. Una cifra ampiamente al di sotto dei costi di produzione medi, con l’aggravante che la crisi energetica legata alla guerra in Iran sta costando oltre 200 euro ad ettaro in più agli olivicoltori italiani.

Per tutelare la filiera, Coldiretti e Unaprol chiedono un rafforzamento dell’attività di controllo lungo tutta la filiera dell’olio, puntando sull’impiego delle più avanzate tecnologie per contrastare frodi e falsificazioni sull’origine dei prodotti. Strumenti come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica consentono di identificare con precisione la provenienza dell’olio e dovrebbero essere riconosciuti come elementi probatori nei procedimenti giudiziari.