Ci ha messo 29 minuti, Jonathan David, per segnare con il suo Canada. E prima ci era andato vicino in altre due occasioni. Ma per quanto il Qatar non fosse un avversario dei peggiori da affrontare, forse l’attaccante non si sarebbe aspettato di chiudere la partita con una tripletta. Che lo porta nella storia: è, dopo Paolo Rossi nel 1982 (contro il Brasile), il secondo giocatore della Juventus a segnare tre gol in una singola partita del Mondiale. Tre reti arrivate proprio con l’istinto dell’attaccante d’area: di tap in, di fisico, di potenza. Quello che, di fatto, in Serie A si è visto pochissimo nell’arco di tutta una stagione e che apre – tanto per cambiare – ancora una volta al tema del suo futuro: resterà a Torino? È pronto il piano di rilancio?
La risposta è da trovare, in primis, nel bilancio. David nella Juve guadagna tanto, è arrivato dopo una trattativa estenuante lo scorso anno (era a parametro zero, certo, ma è costato oltre 10 milioni di euro in commissioni agli agenti) ma non ha convinto. Lui, come molti altri. Luciano Spalletti però non ha mai nascosto l’intenzione di volerlo valorizzare, non riuscendoci fino in fondo. Il Mondiale, probabilmente, lo vive come una liberazione: lontano da tutti, circondato da persone diverse (non è che si trovasse male: ma cambiare aria serve anche a questo), con la voglia di ripartire con rinnovata fiducia. Quella che il campo e i gol gli possono portare.












