Un colpo al patrimonio accumulato illegalmente è stato messo a segno nella mattinata odierna a Messina. Il personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione a un decreto di confisca di beni immobili per un valore complessivo stimato in circa 180.000 euro. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Messina, accogliendo in pieno la richiesta formulata dalla locale Procura guidata da Antonio D'Amato. Il destinatario del provvedimento ablatorio è un soggetto messinese già condannato in via definitiva per il reato di usura pluriaggravata.
Per giungere al sequestro definitivo, l'autorità giudiziaria ha applicato lo strumento normativo della cosiddetta confisca per valori equivalenti. Si tratta di una misura attivata a seguito della sentenza di condanna irrevocabile, che si fonda sul presupposto della netta sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati dall'uomo e l'effettivo valore dei beni in suo possesso. Una discrepanza tale da far ritenere ingiustificata la provenienza lecita di tali patrimoni.
La vicenda affonda le radici nel 2023, anno in cui l'uomo era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Quell'operazione era scaturita da un'indagine condotta dalla squadra Mobile di Messina e coordinata dalla Procura. Gli inquirenti avevano accertato che il soggetto, in concorso con altre due persone, aveva ripetutamente prestato denaro a un imprenditore locale che versava in gravi condizioni di bisogno, pretendendo in cambio la corresponsione di tassi di interesse usurari.










