Tasso crescita potenziale può arrivare all’1% in 5-10 anni
"A causa della debole crescita della produttività e delle tendenze demografiche fortemente sfavorevoli, saranno necessarie riforme strutturali continue e il mantenimento di livelli di investimento più elevati anche dopo la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) nell’agosto 2026, per aumentare il tasso di crescita potenziale dell’Italia, che stimiamo all’1% annuo nei prossimi cinque-dieci anni". E’ quanto affermano gli esperti di Moody’s in una analisi sul profilo creditizio dell’Italia in cui sottolineano di aspettarsi che i miglioramenti strutturali diventino più evidenti nei prossimi anni. "Tali progressi sono sostenuti dalla crescita degli investimenti fissi lordi, favorita dagli investimenti pubblici previsti dal Pnrr, e dai primi segnali che indicano come questi stiano incoraggiando anche gli investimenti privati. Inoltre, investimenti e riforme stanno gradualmente riducendo le significative disparità tra il Nord e il Sud del Paese". Dal 2021 - conclude l’analisi - "si sono registrati importanti miglioramenti nel mercato del lavoro e ci aspettiamo ulteriori progressi, sebbene a un ritmo più contenuto. Allo stesso tempo, le performance dell’Italia nel campo dell’innovazione sono migliorate e il divario rispetto alla media dell’Unione europea si è ridotto".






