Di: Alessio Veronelli (corrispondente RSI a Berna), servizio originale - ludoC, adattamentoSi è appena conclusa a Berna la sessione estiva della Camere federali (qui, la cronaca dei lavori parlamentari). Una sessione che lascia in eredità tre grandi dossier destinati a tornare davanti al popolo svizzero: l’apertura al nucleare, il finanziamento della 13ma AVS e la questione dei salari minimi nei contratti collettivi.13ma AVS: aumento dell’IVA come unica viaPer trovare i miliardi necessari a versare la 13ma mensilità AVS già dalla fine di quest’anno, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati sono finiti in conferenza di conciliazione. La soluzione trovata non soddisfa pienamente quasi nessuno: un aumento dell’IVA di 0,4 punti percentuali, senza toccare i salari. La misura, imposta dalla Costituzione, dovrà comunque essere approvata in votazione popolare. Sullo sfondo resta la grande riforma AVS 2030, nell’ambito della quale tornerà sul tavolo anche la questione dell’età di pensionamento.
Nucleare: il Parlamento cambia rottaQuello energetico è il dossier segnato da un doppio ribaltone. Il parlamento ha approvato il controprogetto indiretto del Consiglio federale all’iniziativa «Stop al blackout», abrogando di fatto il divieto attuale di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera. Una svolta strategica rispetto alla votazione popolare di dieci anni fa, con cui il paese aveva scelto l’abbandono progressivo dell’energia atomica. A sorpresa, il Consiglio nazionale ha inoltre cambiato posizione all’ultimo momento sul rinvio del dossier al governo. Un referendum appare più che probabile.









