L’indagine aperta dallo Ustr contro la Germania segna il passaggio dalla pressione politica all’azione commerciale. Il dossier sui prezzi dei farmaci è ben lungi dal riguardare solo Berlino, ma l’intero equilibrio europeo tra sostenibilità sanitaria, attrattività industriale e accesso all’innovazione

L’amministrazione Trump ha aperto un’indagine formale ai sensi della Section 301 contro la Germania, accusata di sottopagare i farmaci innovativi e di voler ridurre ulteriormente la spesa farmaceutica nell’ambito della riforma del proprio sistema sanitario.

Si è dunque passati dalle parole ai fatti. L’Ufficio del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (Ustr), guidato da Jamieson Greer, ha avviato una procedura che dovrà stabilire se le politiche tedesche siano “irragionevoli o discriminatorie” e se limitino o danneggino il commercio americano. Il calendario è già fissato, le parti interessate potranno presentare osservazioni scritte, mentre un’audizione pubblica è prevista a settembre. Al termine, Washington potrebbe decidere di adottare misure commerciali, comprese azioni tariffarie.

Il caso tedesco è rilevante perché Berlino è la maggiore economia europea e uno dei mercati farmaceutici più importanti del continente. La Germania diventa così un banco di prova concreto del modello Most favored nation statunitense.