HomeBolognaCronacaL’ultimo saluto a Carlo Ginzburg, il padre della ‘microstoria’: oggi la camera ardente a BolognaIl Paese celebra uno degli ultimi intellettuali rimasti del vecchio millennio. Adottava il metodo che osserva fenomeni apparentemente marginali per comprendere dinamiche molto più ampieAddio a Carlo Ginzburg: lo storico che ha dato voce agli ultimiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 19 giugno 2026 - Carlo Ginzburg ci ha lasciati a 87 anni, nella sua casa in piazza San Martino a Bologna, segnando un vuoto nella cultura italiana. Ginzburg è il rivoluzionario del metodo storico grazie all’approccio della microstoria, uno degli ultimi intellettuali rimasti del vecchio millennio. Viveva e amava Bologna. Sin dagli anni ‘70, quando vi si trasferì per insegnare all’Università. Dalle 11.30 alle 13.30 si terrà la camera ardente nel Cortile dell’Archiginnasio a Bologna.

Il ‘padre’ della microstoria

Il nome di Ginzburg è legato soprattutto alla nascita della cosiddetta microstoria, un metodo che osserva fenomeni apparentemente marginali per comprendere dinamiche molto più ampie. Già con I benandanti, pubblicato nel 1966, esplorò il mondo delle credenze popolari del Friuli rinascimentale. Ma fu Il formaggio e i vermi del 1976 a consacrarlo definitivamente: il libro ricostruisce il pensiero di Menocchio, un mugnaio del Cinquecento processato dall'Inquisizione, trasformando una vicenda locale in una straordinaria finestra sulla cultura europea dell'epoca. I libri di Ginzburg non sono libri facili, né vogliono esserlo: lo storico nato a Torino applicava la lezione del suo ideale maestro Marc Bloch (1886-1944) circa il coinvolgimento del lettore nel progetto di ricerca. Ginzburg, per spiegare il suo metodo, usava la metafora dei “tartufi per tutti“: un cibo prelibato e costoso offerto però a chiunque; al lettore, insomma, non si propone una lettura accattivante o semplicistica, si chiede piuttosto uno sforzo di fantasia, di curiosità e di impegno. La microstoria, dunque, era per Ginzburg una via d’accesso alla sorpresa, dava sostanza “all’euforia dell’ignoranza”.