In occasione dell’apertura della stagione estiva, Costa Crociere ha convocato nella sua sede genovese stampa e operatori non per presentare nuove navi o nuovi porti, ma per spiegare come sta cambiando il modo in cui pensa la vacanza. Un cambio di prospettiva che riflette un’evoluzione più ampia del settore: dalla centralità del prodotto alla centralità dell’esperienza, dalla logica della rotta a quella del racconto, fino a un modello che integra in modo fluido tutte le fasi del viaggio.

La domanda da cui parte tutto è semplice: cosa cerca chi prenota una crociera nel 2026? Non solo destinazioni, secondo Costa, ma leggerezza organizzativa, flessibilità reale e la certezza che ogni momento del viaggio — in mare come a terra — abbia meraviglia da offrire.

La flessibilità come valore strategico

Il punto di partenza è il mercato. Secondo i dati dell’Istituto Piepoli, l’85% degli italiani sceglierà Italia ed Europa per l’estate 2026, con una netta preferenza per mete vicine e raggiungibili. Cresce però anche la quota di chi prenota all’ultimo momento e chi cerca soluzioni flessibili, adattabili fino alla partenza. Il tema non è se viaggiare, ma come: con la libertà di cambiare, decidere tardi, non essere vincolati.