Commozione e silenzio hanno accompagnato l’ultimo saluto a Christian Perugini, il 41enne alla guida della Lancia Musa che domenica all’alba si è tragicamente scontrata lungo la superstrada con la Fiat Punto in cui viaggiavano cinque ventenni di Macerata. Un rito funebre partecipato, celebrato ieri alla chiesa dell’Emmanuele di Trodica in cui amici e conoscenti si sono stretti attorno ai genitori Maria e Gerry con al fianco i fratelli Nikolas e Marco. "Ci troviamo avvolti da un silenzio che pesa come un macigno – ha esordito padre Sandro Pippa, sacerdote della comunità passionista di Morrovalle – di fronte ad una tragedia simile: la perdita di quattro giovani vite, spezzate in un attimo sulla strada. Le parole sembrano svuotarsi di ogni significato, sentiamo in noi il peso dello smarrimento, del dolore lacerante e lo sappiamo bene anche della rabbia e incomprensione. La storia terrena di Christian si è interrotta nel modo più drammatico possibile, uno strappo non indifferente. Una vita portata via in un attimo, portando con sé un carico di sofferenza che tocca il cuore di altre tre famiglie a cui va la nostra vicinanza più profonda e preghiera – ha continuato –. La vita di Christian ha conosciuto strade tortuose, fatiche e fragilità ma la fede ci ricorda che lo sguardo di Dio non si ferma ai nostri precedenti vissuti. Dio non guarda l’uomo con la lente di un tribunale umano che punta il dito, giudica o accusa". "È difficile credere che tu non ci sia più –ha detto una parente –. Tu e i tuoi fratelli eravate un’anima sola. Ora il dolore è grande, difficile da accettare e comprendere".