Siena celebra Cesare Brandi: a Villa Brandi la presentazione dell’Edizione nazionale delle opere. In occasione dei centoventi anni dalla nascita di Cesare Brandi, Siena rende omaggio a una delle figure più importanti della cultura italiana del Novecento con la presentazione dell’Edizione nazionale delle opere dello storico e critico d’arte senese. L’appuntamento è in programma domani nella suggestiva cornice di Villa Brandi a Vignano. La giornata si aprirà alle 9.30 con i saluti istituzionali e l’intervento di Roberto Barzanti. Seguiranno l’introduzione di Paolo D’Angelo e Massimo Carboni, rispettivamente presidente e membro del comitato scientifico dell’Edizione nazionale, e gli interventi dei curatori e dei prefatori dei volumi già pubblicati o in corso di stampa, che ripercorreranno il percorso intellettuale e umano di Brandi. In programma anche due contributi a cura dell’Università di Siena. Nel pomeriggio sono previste due visite guidate alla Villa, alle 15.30 e alle 17, con prenotazione obbligatoria. "Cesare Brandi – racconta Roberto Barzanti – ebbe un rapporto contrastato con Siena. ‘Per Siena - scrisse - ho avuto sempre un insieme di amore e di intolleranza’. Nel breve arco di anni in cui sono stato sindaco uno degli obiettivi perseguiti con tenacia fu costruire un rapporto che scherzosamente definisco di consulenza con una personalità tra le più alte che la città abbia avuto nel Novecento. E ci riuscii. Non c’era occasione che, quando tornava in patria, non mi invitasse a Vignano per incontrare ospiti e amici illustri o per parlare di problematiche questioni aperte". "Quando fu proibito il parcheggio di auto nel Campo – ricorda ancora Barzanti – elevò un inno di gioia per una spazio riportato alla sua leggibilità. Brandi riteneva necessario che il processo di modernizzazione avvenisse senza intaccare l’organismo storicizzato di una città e che non si dovessero apportare ferite insanabili in un corpo vivente. Critico inflessibile dei ‘restauri’ falsificanti neogotici, ci aiutò ad esempio nel bloccare il posticcio progetto di porticato di collegamento tra il santuario cateriniano e l’imminente basilica di san Domenico. E la sua battaglia per fare del Santa Maria delle Scala un luogo di incontri e ricerca culturale fu essenziale".