HomeMagazineScuola e integrazione. Il futuro in classe? Passa dall’incontro tra diverse cultureLa scuola dei nostri tempi è un laboratorio di culture diverse all’interno del quale la parola chiave si chiama integrazione....La scuola dei nostri tempi è un laboratorio di culture diverse all’interno del quale la parola chiave si chiama integrazione....Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciLa scuola dei nostri tempi è un laboratorio di culture diverse all’interno del quale la parola chiave si chiama integrazione. Lo dicono anzitutto i numeri: stando ai dati del Dossier Statistico Immigrazione 2025 di Idos, su 8 milioni di studenti oltre il 10% è composto da alunni stranieri o che ha un retroterra migratorio. In particolare, gli studenti senza cittadinanza italiana sono oltre 930 mila, attestandosi intorno all’11,6% della popolazione scolastica. Andando ancora più a fondo, si scopre anche che il 65,2% di questi ragazzi (oltre 607 mila) è nato in Italia. Ma per molti di loro la cittadinanza è ancora un traguardo da raggiungere, benché abbiano speso diversi anni studiando la storia e la cultura del Belpaese.

Ecco perché l’integrazione è la chiave di volta della scuola in cui viviamo, ma soprattutto di domani. Lo sa bene Silvia Antenucci, insegnante di italiano alla primaria e autrice del romanzo La più grande evasione del secolo (edito da BookTribu), che ci proietta nel cuore pulsante di un istituto comprensivo multietnico bolognese. Ed ecco che l’aula scolastica smette di essere un ambiente di apprendimento per trasformarsi in un mosaico di culture e sogni diversi che ogni giorno si prendono per mano per offrire un futuro agli italiani di domani. Protagonista della storia è Palmira Creti, insegnante ormai al tramonto con una visione pedagogica rigida e intrisa di diffidenze verso il ’diverso’.