A sei anni dall"ingresso in Italia, la norvegese Statkraft è sempre più convinta della sua scelta.

La società controllata dallo Stato, considerata il maggiore produttore europeo di energia rinnovabile, sta rivedendo la strategia di espansione per concentrarsi sui mercati che considera più affini.

Si spiega così la decisione di lasciare l"India e puntare sui Paesi dove è già presente, come l"Italia: qui il gruppo sta portando avanti una pipeline di circa 4,5 GW tra fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo.«Oggi abbiamo una pipeline molto grande all"interno del gruppo», spiega Bernardo Ricci Armani, country manager di Statkraft Italia, a MF-Milano Finanza. «Siamo probabilmente tra le prime due o tre a livello di gruppo, ma siamo anche una delle realtà più giovani e meno mature.

Per arrivare a un certo livello di posizionamento servono ancora alcuni anni».

La crescita è arrivata senza acquisizioni. «Abbiamo preferito sviluppare una pipeline nostra, con un approccio totalmente organico, puntando sull"economicità e soprattutto sulla qualità», afferma Ricci Armani. «I nostri progetti sono sempre stati pensati per avere solidità di mercato».