Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiInformatica, editoria e attività professionali sono i settori in Italia che maggiormente usano l’intelligenza artificiale. La tecnologia IA maggiormente adottata risulta inoltre essere il tex mining, cioè la trasformazione di grandi volumi di testo in dati strutturati. A dirlo è il terzo rapporto di Look4ward, l’Osservatorio permanente sull’evoluzione delle competenze, promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli, nel quale emerge, in maniera più generale come le industrie italiane hanno fatto dei passi avanti nell’IA ma il gap con l’Ue a 27 rimane ancora marcato: il 31% ha dichiarato di aver già adottato o di star sperimentando soluzioni di intelligenza artificiale, tuttavia, a questa dinamica non corrisponde un adeguato sviluppo delle competenze. L’85% delle imprese con IA ha avviato o sta progettando percorsi formativi dedicati, ma solo il 19% ha percorsi strutturati e continuativi. Il 48% si ferma infatti a iniziative occasionali o pilota. Ma soprattutto il 46% dei dipendenti non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull’IA e quasi la metà delle imprese (il 44%) non prevede di effettuare investimenti in ambito formativo nei prossimi 12/24 mesi, evidenziando la persistenza di un disallineamento tra adozione dell’innovazione e sviluppo del capitale umano.
Informatica, editoria e attività professionali i settori che più usano l’IA. Lo strumento più usato è il tex mining - ItaliaOggi.it
Le industrie italiane hanno fatto dei passi avanti nell’uso dell’intelligenza artificiale ma il gap con l’Ue a 27 rimane ancora marcato: 16,4% contro il 20%







