Motori avanti tutta. Un urlo liberatorio per i 21 componenti l’equipaggio della Grande Torino, la nave del Gruppo Grimaldi, l’unica battente bandiera italiana, rimasta bloccata per quattro mesi ad Hormuz. La Grande Torino ha ripreso la navigazione e, ieri pomeriggio, intorno alle 17, Marine Traffic già la segnalava fuori dalla zona pericolosa e in navigazione verso Singapore ad una velocità di 14,3 nodi. Dopo oltre 100 giorni, di permanenza forzata nel Golfo Persico, insomma, la nave italiana è stata tra le prime ad attraversare lo stretto a poche ore dalla firma dell'accordo tra Usa e Iran. «Un successo - ha subito commentato su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani - della diplomazia italiana. Una bella notizia per la ripresa del traffico commerciale e in particolare per tutti i marinai a bordo e le loro famiglie in Italia. Ora la Farnesina - ha aggiunto più tardi da Bruxelles - continua il suo lavoro per portare fuori dall’area pericolosa al più presto due navi di Msc».
La sicurezza La Grande Torino, con un equipaggio composto da 21 membri (tre italiani, tra cui il comandante e 18 filippini) è attualmente in navigazione nell’Oceano Indiano con destinazione la Cina, dove verrà reimpiegata nella rete di collegamenti del gruppo partenopeo tra il Far East e l’Europa. «Desideriamo esprimere - ha detto l’armatore Emanuele Grimaldi - il nostro più sincero apprezzamento ed un vivo ringraziamento al comandante e all’intero equipaggio della Grande Torino, che hanno dimostrato ancora una volta le qualità umane e professionali che contraddistinguono il personale del Gruppo Grimaldi. Chiamati ad affrontare una situazione eccezionale, hanno mantenuto in ogni momento elevatissimi standard di professionalità e dedizione al lavoro». Emmanuel Carrère presenta il suo nuovo libro Kolchoz alla Fondazione FoqusEmanuele Grimaldi, che è anche presidente dell’associazione mondiale degli armatori (Ics), ha più volte sottolineato nel corso di questa crisi l’assoluta priorità di mantenere sempre in sicurezza il personale di bordo di tutte le navi ferme ad Hormuz. La compagnia napoletana ha chiarito che la positiva conclusione della vicenda è il risultato di un intenso lavoro diplomatico e di un costante dialogo sviluppatosi negli ultimi mesi tra il Gruppo Grimaldi e il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, guidato dal ministro Antonio Tajani, che si è occupato in prima persona della questione. Un contributo significativo è giunto inoltre dall’incontro svoltosi a Roma tra Emanuele Grimaldi, e l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia, Mohammad Reza Sabouri.«Desideriamo esprimere - ha sottolineato Emanuele Grimaldi - la nostra riconoscenza a tutte le rappresentanze diplomatiche ed istituzioni coinvolte, che hanno seguito la vicenda con grande attenzione e assicurato un costante sostegno durante tutta la permanenza della nave nell'area. In particolare, un sentito ringraziamento va al ministro Tajani, che insieme al suo staff si è adoperato con straordinario impegno e determinazione per favorire una positiva soluzione della vicenda, e all’Ambasciatore Mohammad Reza Sabouri, per aver contribuito al raggiungimento di questa importante intesa». Mosca, attacco a una raffineria nel più vasto raid ucraino dall'inizio della guerraAl momento dello scoppio delle recenti ostilità nella regione alla fine di febbraio, la Grande Torino si trovava nel Golfo Persico per sbarcare veicoli nuovi provenienti dal Far East. Impossibilitata per questioni di sicurezza a lasciare la zona, la nave era rimasta in rada, nel tratto di mare compreso tra le coste degli Emirati Arabi Uniti e quelle iraniane. La firma del memorandum tra Usa e Iran, comunque, ha notevolmente allentato la tensione nello stretto tant’è che Marine Traffic mostra diverse navi in movimento anche se continuano a scorrazzare motovedette iraniane. Il segnale che vogliono inviare potrebbe essere: preparate i dollari, perché tra 60 giorni si paga per il passaggio.













