Un cestino, un plaid e una distesa di verde su cui stenderlo: la tavola en plein air è fatta. E si può festeggiare come si deve la "Giornata internazionale del picnic" che si celebra ogni anno il 18 maggio. Una ricorrenza che richiama un vero e proprio rito presente in Europa già nel 1600 quando l'aristocrazia, soprattutto francese e inglese, lo prevedeva come pausa durante le battute di caccia. Pausa che oggi si è trasformata in occasione, preziosa, per stare in mezzo alla natura, gustando del buon cibo all'aria aperta. Fondamentale in questo rito la scelta della location da cestino, del luogo dove andare a trascorrere qualche ora appagando tutti e cinque sensi, nessuno escluso. Per non sbagliare destinazione si possono consultare siti specializzati come Areepicnic, che mappa tutta l'Italia.

L'importante è individuare un luogo su misura per le proprie esigenze, che sia sulle colline, in montagna, vicino a un lago o a un passo dalla città. Per accedere alle aree picnic, sia pubbliche che private, quasi sempre si paga un biglietto di ingresso per l'uso di tavoli, griglie e barbecue. E per il parcheggio, quando è disponibile. Il cestino si può preparare autonomamente con panini imbottiti con quel che più piace, ch può solleticare il palato e che si può facilmente trasportare. Anche ricette più complesse, ma che siano soprattutto in formato solido come torte salate, sformati, pasta al forno e naturalmente carni da grigliare a piacere. Niente zuppe o pietanze brodose. In alcuni luoghi ci sono punti ristoro che preparano tutto l'occorrente per mangiare comodamente sdraiati sull'erba.