Vademecum tra prati e rifugi: dai forni attrezzati a Farfanosa ai laghi di Giacopiane. Attenzione alle braci e al rischio incendi
Il rifugio di Pratomollo (immagine d'archivio)
Pasqua da gita fuori porta? Magari sui prati: dalla costa all’entroterra (al netto di qualche curva) la distanza non è poi molta. Non mancano i sentieri, i rifugi sono aperti. E i prati? Negli ultimi decenni l’abbandono non ha favorito il loro mantenimento. Una buona parte sono stati persi. Ma tanti per fortuna, grazie anche a chi questi luoghi cerca di mantenerli, resistono. Chi ne conosce di più nascosti o ne ha alcuni di proprietà tende a tenerli riservati a pochi intimi. Altri sono più noti, magari attrezzati anche con forni per la carne “in scia ciappa”, ma per questo il primo consiglio in vista della Pasquetta è muoversi per tempo: un po’ di coda, infatti, si potrebbe trovare. Seconda regola: in caso di sovraffollamento va ricordato che è buona norma condividere la griglia anche con altri. Qui non vale la regola del “chi primo arriva meglio alloggia”, ma quella della condivisione.
Rolli
E se i forni non ci sono? Il picnic con cose cucinate o preparate a casa è sempre un’ottima soluzione. In ogni caso se si volesse utilizzare un braciere già preparato da altri in questa stagione ancora si può (in estate sarà vietato) anche se alcune norme vanno seguite: eliminare tutto il materiale secco attorno al fuoco, non accendere nulla in caso di vento e spegnere definitivamente il fuoco con l’acqua prima di andare via.













