In un momento di particolare attenzione verso il patrimonio archeologico isolano, ecco un raro approfondimento: si tratta del convegno promosso da Iscandula che, venerdì e sabato, animerà il Centro sociale Don Sanna di Isili con due giornate di studio e confronto sull'aspetto tecnico e costruttivo dell'architettura di età nuragica. L'iniziativa vanta non solo il contributo di Comune, Regione e Fondazione di Sardegna, ma anche il sostegno del Ministero della Cultura.
L'associazione culturale diretta da Dante Olianas risponde ancora una volta al suo impegno di ricerca e divulgazione, nell'obiettivo di valorizzare la cultura e la storia dell'Isola. E sotto il titolo "Costruire a secco al tempo dei nuraghi: concezione, tecnologia e restauro", l'incontro in programma mira proprio a sensibilizzare sulla ricchezza e la fragilità del grande tesoro culturale nostrano, in un periodo di crescente consapevolezza politica e culturale: così, si alterneranno gli interventi di studiosi di diversa estrazione, in un dialogo interdisciplinare per ricostruire conoscenze, tecniche e saperi di una delle più importanti esperienze architettoniche del Mediterraneo antico.
Venerdì si comincerà alle 15:30 con i saluti istituzionali del sindaco Luca Pilia e di Olianas, lasciando il passo agli interventi cooordinati dall'ingegnere e studioso di archeoastronomia Paolo Littarru, con ospiti Battista Grosso, docente di Meccanica delle Rocce all'ateneo cagliaritano e proponente di uno studio su stabilità strutturale e tecniche costruttive delle torri nuragiche, Angelo Saba, ingegnere e cultore di tecnologia costruttiva nuragica con un focus dal titolo "Archeologia sperimentale attraverso l'arte del costruire", e infine l'architetto Franco Laner, professore allo Iuav di Venezia che esplorerà invece "L'errore ricostruttivo del Pozzo di santa Cristina".








