Il 9 giugno, nella sede del Parlamento Europeo in Italia a Roma, si è chiusa la prima edizione dell’Hazelnut Agronomy Program. Tra i protagonisti della giornata c’era anche un castrovillarese: Fabrizio Caivano, agronomo, sensibile alle tematiche sociali della città e vicino all’associazione Solidarietà e Partecipazione, ha fatto parte di uno dei quattro gruppi selezionati su oltre mille partecipanti arrivati da tutta Italia.
Cos’era l’Hazelnut Summit
L’evento ha chiuso il primo anno dell’Hazelnut Agronomy Program, il percorso formativo promosso da Ferrero Hazelnut Company, dall’European Institute of Innovation for Sustainability (EIIS) e dal Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali (CONAF). Il programma, interamente finanziato da Ferrero HCo, era nato per affrontare le difficoltà che da anni colpiscono la corilicoltura italiana: cambiamenti climatici, fitopatie emergenti, stagioni sempre più irregolari su un settore che in Italia conta circa 95mila ettari coltivati.Il percorso, diviso in formazione online, sessioni in presenza ed evento conclusivo, ha coinvolto oltre 1.000 persone: agronomi, tecnici di cooperativa, studenti di scienze agrarie, per più di settanta ore di formazione complessiva. I 120 partecipanti più attivi sono arrivati a quattro sessioni in presenza nelle regioni corilicole di Piemonte, Umbria, Lazio e Campania, con il patrocinio delle Università di Torino, della Tuscia, di Perugia e di Salerno.Alla giornata romana hanno preso parte, tra gli altri, la Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, il General Manager di Ferrero Hazelnut Company Marco Botta, il Presidente CONAF Mauro Uniformi e il Presidente EIIS Carlo Alberto Pratesi.










