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Eni

Dalle tecnologie per l’energia da fusione alla robotica umanoide, passando per i minerali critici e le soluzioni per la decarbonizzazione. È il quadro dell’innovazione energetica delineato dall’Eni Next Day 2026, l’appuntamento organizzato al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano da Eni Next, la società di corporate venture capital di Eni, che ha riunito startup, investitori e rappresentanti del mondo accademico. L’evento ha rappresentato un’occasione per fare il punto sulle tecnologie emergenti che potrebbero contribuire alla trasformazione del settore energetico nei prossimi decenni. La giornata si è articolata in tre momenti: un focus sulle cosiddette tecnologie 'moonshot', tra cui l’energia da fusione e la robotica avanzata; un approfondimento sul tema dei minerali critici, considerati strategici per la sicurezza energetica; e un panel conclusivo dedicato ai nuovi trend finanziari che stanno ridefinendo i flussi globali di capitale. Eni Next è nata con l’obiettivo di individuare e sostenere startup capaci di sviluppare tecnologie innovative per ridurre l’impronta carbonica dei sistemi energetici, migliorare l’efficienza industriale e accelerare la transizione energetica. La società opera secondo il modello dell’open innovation, integrando la ricerca interna di Eni con il dinamismo e la flessibilità delle startup. A oggi Eni Next ha investito oltre 650 milioni di dollari in 23 startup, ottenendo un multiplo sul capitale investito di circa tre volte. Quattro società del portafoglio hanno già raggiunto una valutazione superiore al miliardo di dollari: Commonwealth Fusion Systems, attiva nello sviluppo dell’energia da fusione; Form Energy, specializzata nello stoccaggio energetico di lunga durata; Pasqal, impegnata nel quantum computing; ed EnergyX, che sviluppa tecnologie innovative per l’estrazione del litio. “L’evento Eni Next Day vuole portare tutto il portafoglio delle nostre startup a contatto”, ha spiegato la presidente e CEO di Eni Next Clara Andreoletti. “Abbiamo una platea che permette alle startup di creare opportunità di networking sia per attrarre nuovi capitali sia per trovare attività di corporate engagement con Eni”. Il portafoglio della società copre numerosi settori strategici per il futuro dell’energia. Tra questi figurano le tecnologie per l’energia da fusione, l’accumulo energetico su larga scala, la cattura e lo stoccaggio della CO2, la produzione di carburanti sostenibili, lo sviluppo di materiali avanzati e le applicazioni della robotica e dell’intelligenza artificiale in ambito industriale. Secondo Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, il ruolo di Eni Next va oltre quello di semplice investitore finanziario. “Eni Next è lo strumento con cui Eni naviga la transizione energetica - ha affermato - La transizione energetica è un viaggio complesso, un processo evolutivo continuo che determinerà lo sviluppo di alcune tecnologie e la sostituzione di altre. Per navigare questo territorio sconosciuto e volatile non basta una semplice capacità aziendale”. Da qui la scelta di costruire un ecosistema in cui Eni partecipi attivamente alla crescita delle imprese innovative. “L’idea di Eni Next è entrare in un ecosistema, partecipare non solo come finanziatori ma anche come soggetto industriale che aiuta le startup a crescere e ad accelerare il raggiungimento dei loro mercati e della loro maturazione tecnologica”, ha spiegato Gattei. La strategia della società punta a mantenere un portafoglio diversificato, con investimenti distribuiti tra tecnologie mature e soluzioni ancora in fase di sviluppo, in linea con l’approccio di neutralità tecnologica adottato da Eni. L’obiettivo è individuare innovazioni potenzialmente rivoluzionarie per la produzione, il trasporto, lo stoccaggio e l’utilizzo dell’energia.