Circa quattro tonnellate di sabbia, ciottoli e conchiglie sottratte dalle spiagge della Sardegna, sono state sequestrate in due anni durante i controlli effettuati solo nello scalo aeroportuale di Olbia. A fare razzia dei sedimenti naturali sono stati decine di turisti che come souvenir della vacanza trascorsa in Sardegna, molto spesso hanno prelevato dagli arenili quantitativi di sabbia e conchiglie, incuranti delle norme che ne vietano la raccolta. Il dato è stato fornito nel corso della presentazione del progetto “Riportami al Mare”.
“Riportami al mare” ovvero restituire alla natura ciò che le viene sottratto illegalmente e sensibilizzare residenti e turisti sulla fragilità degli ecosistemi costieri della Sardegna. Tonnellate di sabbia, ciottoli, conchiglie ed egagropili, frutto dei sequestri effettuati al Costa Smeralda di Olbia sono stati reimmessi nell’ambiente grazie al progetto partito sei anni fa. Una collaborazione tra Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, Geasar, Regione Sardegna, ENAC, Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale (oltre agli altri soggetti impegnati nei controlli), che, come detto, solo negli ultimi due anni ha permesso di riportare nel suo habitat naturale quattro tonnellate di materiali.






