Marta Degl'Innocenti, economista dell'Università Statale di Milano, conferma all'AdnKronos: "Se Unicredit rilevasse anche la quota Delfin e, parallelamente, Intesa accrescesse la propria partecipazione, si potrebbe arrivare a due azionisti forti, configurando di fatto una coabitazione capace di rendere Generali difficilmente contendibile"
L'ultimo tassello è l'offerta informale che Unicredit avrebbe avanzato a Delfin per ridisegnare gli equilibri azionari di Generali. Secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, la banca guidata da Andrea Orcel avrebbe sondato la disponibilità della holding della famiglia Del Vecchio a conferire il proprio 10% del Leone di Trieste in cambio di azioni Unicredit. Un'operazione che, ai valori di mercato attuali, avrebbe consentito a Delfin di rafforzarsi fino a circa l'8% della banca e a Unicredit di salire dal 9,2% a circa il 19,2% di Generali. La proposta sarebbe però stata respinta e i contatti sarebbero rimasti a livello preliminare. Secondo quanto risulta all'AdnKronos da una fonte ben informata, proprio questo episodio contribuisce a rendere sempre più concreta quella che l'
agenzia di stampa ha definitio - in gergo giornalistico - una sorta di "patto della cacio e pepe"










