La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato l’assoluzione di Luigi Mancuso, ritenuto il boss di Limbadi nonché esponente apicale della ‘ndrangheta vibonese, nel processo nato dall’operazione “Declino”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. La decisione è arrivata al termine del giudizio di secondo grado celebrato davanti alla prima sezione penale. La Corte, presieduta dal giudice Alfredo Sicuro, con a latere Urania Granata e Francesca Grassani, ha confermato la sentenza emessa dal gup del Tribunale di Reggio Calabria il 2 dicembre 2024, appellata dalla pubblica accusa. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

L’accusa sul presunto favoreggiamento della latitanza

Mancuso era finito nel procedimento con l’accusa, secondo l’impostazione della Dda reggina, di aver contribuito a favorire la latitanza di Domenico Crea, ritenuto dagli inquirenti figura apicale dell’omonima cosca operante nell’area di Rizziconi. Il procedimento è stato definito con il rito abbreviato, scelto dalla difesa dopo una prima importante decisione favorevole arrivata nella fase cautelare. Già il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, infatti, aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Mancuso, disponendone la liberazione se non detenuto per altra causa.