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Sara Gandolfi

L'ex leader della sinistra radicale spagnola e fondatore di «Podemos» è tra i soci della "Taberna Garibaldi" a Madrid

In Spagna cade un altro «mito» della sinistra. Dopo l'ex premier José Luis Rodríguez Zapatero, che ieri ha vissuto la sua prima giornata sul banco degli imputati, per rispondere alle accuse di riciclaggio e traffico di influenze, ora tocca a Pablo Iglesias, fondatore di Podemos ed ex vicepremier, finire al centro di un nuovo scandalo (e sulle prime pagine dei giornali vicini alla destra): «Erano tutte menzogne e demagogia: i lavoratori del ristorante di proprietà del comunista Iglesias denunciano "trattamenti umilianti" e giornate lavorative di oltre 14 ore nella sua Taberna Garibaldi», titola El Correo de Pozuelo. Secondo la Confederación Nacional del Trabajo, storica organizzazione di orientamento anarco-sindacalista, nella Taberna del quartiere Lavapiés, a Madrid, alcuni lavoratori avrebbero subito «ripetute violazioni dei diritti fondamentali del lavoro».

In un post su X, la CNT denuncia che «finché il divario tra retorica e realtà rimarrà insostenibile, di fronte a datori di lavoro che affermano di gestire "l'ultimo baluardo del proletariato", noi difendiamo i diritti delle lavoratrici». Il sindacato sostiene che gli straordinari non siano stati adeguatamente retribuiti e denunciano anche vere e proprie vessazioni. Urla, commenti denigratori e insulti sarebbero all'ordine del giorno nella Taberna, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza di clienti. La proprietà, inoltre, non avrebbe risposto alla richiesta di pagamento degli arretrati e di una migliore definizione delle mansioni, e avrebbe rifiutato di approvare un protocollo contro la violenza di genere, nonostante le ripetute richieste e la fama del «progressista» e «femminista» cofondatore di Podemos.