di
Mauro Zanutto
In tutto il littorale veneto sono scattate le limitazioni per i tabagisti: a Eraclea, Caorle e Sottomarina battigia off limits
La sigaretta sotto l’ombrellone è sempre più un ricordo. Dopo Bibione, che ha aperto la strada ormai quindici anni fa, anche Jesolo ha scelto di dire stop al fumo in tutto l’arenile. Una svolta che segna un cambio di passo per il turismo balneare veneto, dove la spiaggia «smoke free» non è più un’eccezione ma un modello. Sullo sfondo ci sono due obiettivi ben precisi: tutelare la salute dei bagnanti e ridurre l’impatto ambientale di milioni di mozziconi che ogni estate finiscono nella sabbia.
Le sperimentazioniDal primo maggio a Jesolo è entrato in vigore il divieto di fumare su tutta l’area sabbiosa. Chi fuma deve recarsi nelle aree smoking predisposte dai concessionari, attrezzate con sistemi per la raccolta e il riciclo dei mozziconi. Restano esclusi dal divieto i chioschi, ai quali è stata lasciata la facoltà di scegliere se vietare o meno il fumo. Chi trasgredisce rischia una sanzione amministrativa da 50 euro. «Abbiamo iniziato in via sperimentale nel 2025 con il divieto lungo la battigia e l’istituzione di isole del fumo, per arrivare gradualmente all’intero arenile - spiega il sindaco Christofer De Zotti - . Pensavamo che potessero esserci proteste, invece non è stato così. Anzi, le aree riservate ai fumatori si sono trasformate in punti di aggregazione e i mozziconi raccolti verranno riciclati per realizzare gadget di Jesolo».














