Sono 18 le persone indagate nell’inchiesta sulle auto clonate e riciclate che hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal pm Sonia Nuzzo della Procura di Brindisi. L’atto chiude la fase investigativa di un’indagine che ricostruisce un presunto sistema capace di rigenerare vetture rubate, alterare documenti e rimettere sul mercato auto apparentemente regolari tramite piattaforme online. Gli indagati sono: Dario Nardelli, Sharon Epifani, Santo Ingrosso, Pierluigi Calignano, Antonino Pennisi, Marco Napolitano, Michele Monteleone, Annalisa Mininno, Roberto Licci, Vito Arnesano, Antonio Sciarra, Vincenzo Di Potenza, Francesco Albanese, Elsa Cervellera, Christian Ciciriello, Massimo Bramato, Alessandra Marolo, Vita Maria Petarra. Nardelli e Ingrosso in carcere, Ciciriello e Calignano ai domiciliari (quest’ultimo è latitante), Pennisi e Monteleone con l’obbligo di firma.

Secondo la Procura, il gruppo avrebbe operato come una filiera strutturata, con ruoli distinti: Nardelli avrebbe coordinato la rete e gestito i contatti; Ingrosso sarebbe stato il tecnico incaricato di intervenire su telai, targhe e documenti; Ciciriello e Calignano avrebbero curato vendite e logistica; Pennisi e Monteleone avrebbero replicato lo schema in Piemonte. Gli altri indagati avrebbero fornito supporto come intestatari fittizi, intermediari nelle trattative o gestori delle imprese utilizzate per schermare la rivendita dei veicoli.