Garlasco. Resta in ospedale anche oggi, giovedì 18 giugno, Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, 38enne indagato per l’uccisione di Chiara Poggi il 13 agosto 2007: era stata ricoverata d'urgenza ieri, mercoledì 17, all'ospedale di Vigevano, dopo un eccesso nell'assunzione di farmaci tranquillanti. A confermare il ricovero mercoledì è stato l'avvocato Liborio Cataliotti, uno dei legali che insieme ad Angela Taccia assiste Andrea Sempio. La preoccupazione La pressione mediatica, le polemiche, gli attacchi sui social e il peso di una vicenda giudiziaria che da mesi continua a occupare le cronache potrebbero aver presentato un conto pesantissimo alla famiglia Sempio. «Si tratta di un ricovero urgente al pronto soccorso per overdose di farmaci. Non sappiamo se siano stati assunti volontariamente o meno», ha spiegato Cataliotti, raccontando di aver appreso la notizia mentre si trovava a Roma. Accanto a lui c'era proprio l'avvocata Taccia quando è arrivata la telefonata che annunciava il malore della donna. Andrea Sempio, 38 anni, non si è presentato all'ospedale nelle ore immediatamente successive al ricovero della madre. Ha preferito seguirne le condizioni a distanza, lontano dai riflettori. Una scelta maturata anche mentre davanti al pronto soccorso di Vigevano si radunavano giornalisti e troupe televisive richiamati dalla notizia del malore. Il suo telefono cellulare risultava acceso, ma nessuna risposta è arrivata alle numerose richieste di commento. L'avvocata Taccia è riuscita a parlare direttamente con lui per manifestargli la vicinanza dell'intero team legale. «Abbiamo invitato Andrea a stare vicino alla madre, a tranquillizzarla e a dirle che moltiplicheremo gli sforzi in sede processuale per restituire serenità a lui e a tutta la famiglia», ha spiegato Cataliotti. Daniela Ferrari sarebbe stata soccorsa nel primo pomeriggio a Garlasco da un'ambulanza della Croce Garlaschese e trasportata d'urgenza al pronto soccorso di Vigevano. Le sue condizioni hanno richiesto il trasferimento nel reparto di Rianimazione di Vigevano, dove è rimasta sotto stretta osservazione medica almeno nelle ore successive al ricovero. Non è la prima volta che la donna manifesta segnali di forte stress e fragilità legati all'inchiesta che coinvolge il figlio. Già nei mesi scorsi Daniela Ferrari era stata colta da un malore durante una deposizione davanti agli investigatori. In quell'occasione l'attenzione degli inquirenti si era concentrata sul suo rapporto di conoscenza con un vigile del fuoco di Vigevano, una circostanza ritenuta rilevante nell'ambito degli approfondimenti investigativi. Secondo l'ipotesi degli investigatori, quella frequentazione avrebbe avuto un ruolo nella stampa del ticket del parcheggio di piazza Sant'Ambrogio a Vigevano datato 13 agosto 2007, documento che per anni è stato considerato uno degli elementi a sostegno dell'alibi di Andrea Sempio. Nella nuova ricostruzione investigativa, però, quel tagliando non sarebbe stato utilizzato da Andrea, bensì dalla madre. Un passaggio particolarmente delicato dell'inchiesta che, durante l'interrogatorio, avrebbe provocato nella donna un forte stato di tensione, culminato nel malore. «Lei non c'entra nulla con questo processo. È soltanto una testimone – ha ribadito Cataliotti –. Ha la sola colpa di avere un figlio sottoposto a questo procedimento». Parole che si accompagnano a un appello preciso: abbassare i toni. Per il collegio difensivo, il ricovero della donna rappresenta infatti un segnale che dovrebbe indurre tutti, dai commentatori agli utenti dei social network, a una maggiore prudenza. Gli avvocati hanno parlato di lettere ricevute, email, messaggi e continue pressioni che avrebbero contribuito ad alimentare uno stato di forte fragilità emotiva. «Deve spegnere tutto», ha detto Cataliotti, sottolineando la necessità di sottrarre Daniela Ferrari a un'esposizione mediatica diventata sempre più difficile da sostenere.