La giornalista tedesca Wenke Husmann e gli studenti alle prese con il tema sull'incantoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 18 giugno 2026 – Non è più possibile sottovalutare il potere curativo di un cielo stellato. O dimenticare che per certe tristezze un temporale di quelli buoni, generoso di bagliori e sussulti, è più efficace dell’antibiotico. Quando la vita si mette storta è necessario procurarsi con urgenza l’incontro con un cervo volante, il prodigioso coleottero cornuto che non si fa domande sul peso forma e vola. Oppure fare il pieno di lucciole in un prato, riassumere il mondo dalla cima di una montagna, spalancare gli occhi su un fondale dove se va bene transita il cavalluccio marino, altro scherzo assemblato da un regista benevolo per tirarci su il morale.
La giornalista tedesca Wenke Husmann lo dice bene in un articolo pubblicato a gennaio su Internazionale: “Funziona a meraviglia”. E si riferisce all’incanto, la capacità che hanno i bambini di entusiasmarsi per tutto, di vedere la vita come un catalogo di miracoli quotidiani. La pozzanghera è un cielo capovolto, il guscio di lumaca fortezza, la pioggia sui vetri una melodia con un codice cifrato. Incanto è chiedere continuamente perché, galleggiare sul tempo, credersi magici o almeno fatti della stessa materia delle stelle, come insisteva l’astronomo Carl Sagan.







