Questa settimana la rubrica di servizio della web tv de Il Mattino, realizzata in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, presieduto da Matteo De Lise, si occupa di controllo di gestione e monitoraggio dei rischi per prevenire le crisi aziendali. A dialogare con il caporedattore e coordinatore delle Cronache, Gerardo Ausiello, è Daniele D’Ambrosio, revisore dei conti dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli. Quanto è importante avere un approccio integrato della contabilità industriale per misurare in modo efficace le performance, la competitività e anche i costi delle aziende?

«Per rispondere a questa domanda voglio fare un paragone con la professione dei medici, per la quale l’approccio olistico, cioè la visione della parte vista come un insieme, è fondamentale per prevenire, perché la prevenzione è la migliore cura. Allo stesso modo la riforma del diritto della crisi d’impresa ha mutato l’approccio che l’impresa e il consulente dell’impresa devono avere nell’affrontare predittivamente l’insorgere di tutti i presupposti della crisi, ed in particolare la verifica della insolvenza dell’azienda e quindi dell’incapacità di assolvere i propri impegni nel breve e medio termine. La continuità, che deve essere salvaguardata per almeno 12 mesi, è il mantra che deve improntare tutte le azioni dell’imprenditore. Quindi, è fondamentale attivare un sistema di controllo integrato che garantisca alla imprese, di qualunque dimensione esse siano, di essere predittive nei confronti dell’insorgenza di una crisi». In che modo? «Facendo un’analisi sia a consuntivo degli elementi di gestione dell’impresa, sia attuale, sia prospettica, per individuare degli obiettivi e creare un sistema di monitoraggio degli scostamenti. Può sembrare difficile ma non lo è, perché l’attivazione di un monitoraggio, grazie ad un consulente esperto, può garantire all’impresa la preservazione del valore e la tutela dei creditori. Quindi, la misurazione delle performance garantisce sia l’impresa che il mercato. Ed è questo il nuovo paradigma della crisi d’impresa, che si distacca dalla legge fallimentare che puniva l’insolvenza, con una normativa che, in coerenza con la visione europeista, tende a prevenire la crisi e a salvaguardare tutti gli stakeholder dell’azienda». L’imprenditore che sente che c’è qualcosa che non va nella propria azienda, cosa deve fare? «Il consiglio è di rivolgersi ad un esperto per comprendere quali sono le criticità e quali le soluzioni, attivando gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili. È questo il motivo per il quale l’Ordine dei commercialisti vanta ben 56 commissioni di studio, che servono ad attivare momenti di confronto e formazione specialistica: conoscenze che i colleghi commercialisti potranno poi utilizzare per aiutare le imprese ad anticipare le crisi, facendo diventare le aziende più competitive».